Acid Juicy

quel che ho scritto di me è tutta una bugia, quel che ho scritto di me è tutta verità

Ecco le voci cadono 22 Dicembre 2009

Archiviato in: cronache marziane, poesia — acidjuicy @ 00:39
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Ecco le voci cadono e gli amici
sono così distanti
che un grido è meno
di un murmure a chiamarli.
Ma sugli anni ritorna
il tuo sorriso limpido e funesto
simile al lago
che rapisce uomini e barche
ma colora le nostre mattine

Vittorio Sereni
da Frontiera

sono tornata a casa e il cielo era nero, qualche lampione spento. riposante e fresco. è a quest’ora che vorrei camminare, camminare fino ad addormentarmi.

in silenzio nella città, ritorno a casa sola e le voci degli amici mi raggiungono, la notizia di una bambina che nascerà, scuse non necessarie per un incontro che non c’è stato. ho fermato la macchina, ho fatto il giro di un isolato, ho deciso di aspettare.

ho deciso di telefonare ma solo per fare gli auguri, magari domani, chi lo sa. probabilmente è questo che mi rinchiude e impedisce di fare le cose che vorrei, cose semplici come una telefonata. troppe aspettative, pensare di poter risolvere le cose con una strategia che non funziona anche quando funziona.

ecco le voci cadono, come un velo intorno ed è silenzio
come una bolla di sapone che toccato terra si dissolve
e la vedo questa solitudine
è cecità, è paralisi del volto

per domani voglio questo, una pietra
una pietra da lanciare
buio, per potere sussurrare

Ps
per i ringraziamenti rivolgersi qui!

sono tornata a casa e il cielo era nero, qualche lampione spento.

riposante e fresco. è a quest’ora che vorrei camminare,

camminare fino ad addormentarmi.

in silenzio nella città, ritorno a casa sola e le voci degli amici mi raggiungono,

la notizia di una bambina che nascerà,

scuse non necessarie per un incontro che non c’è stato.

ho fermato la macchina, ho fatto il giro di un isolato, ho deciso di aspettare.

ho deciso di telefonare ma solo per fare gli auguri, magari domani, chi lo sa.

probabilmente è questo che mi rinchiude e impedisce di fare le cose che vorrei,

cose semplici come una telefonata. troppe aspettative,  pensare di poter risolvere le cose con una strategia che non funziona anche quando funziona.

ecco le voci cadono, come un velo intorno ed è silenzio

come una bolla di sapone che toccato terra si dissolve

e la vedo questa solitudine.

è cecità, è paralisi del volto

per domani voglio questo, una pietra

da lanciare

buio, per potere sussurrare.

Ps

 

conservare il potere 20 Dicembre 2009

Archiviato in: res publica, words — acidjuicy @ 15:49
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È morto il grande ayatollah Hossein Ali Montazeri, ex successore designato dell’ayatollah Khomeini. Dopo le scorse elezioni in giugno, Montazeri aveva preso posizione contro “il governo del conservatore” Mahmud Ahmadinejad.

Nel servizio il giornalista dice così, conservatore. Ma non si chiamava dittatura una volta?

 

‘Notte, Babbo Natale! 18 Dicembre 2009

Archiviato in: cronache marziane — acidjuicy @ 23:07
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Tu e il tuo cappuccio da notte, il doppio piumone e i -5 gradi…

- Da quanto tempo non ridevi?
Lo vedi che ti sono utile anche da lontano?
-

 

L’umorismo filosofico di mio fratello 18 Dicembre 2009

Archiviato in: La Famigghia — acidjuicy @ 22:59
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Prima di uscire, rivolto a me:

Il freddo nero… in effetti non lo sento, è solo nella mia testa

Ora che ci penso, anche tu sei solo nella mia testa

Il problema è che siete entrambi estremamente fastidiosi

 

heartburn 17 Dicembre 2009

Archiviato in: le letture del giorno — acidjuicy @ 21:37
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enalotto 17 Dicembre 2009

Archiviato in: PerVersioni — acidjuicy @ 10:03
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Dice Valeria:  ma se vinci 100 milioni cosa ci fai?

Vabbè, rispondo, prendi quelli che ti servono e il resto li butti. A me un paio basterebbero.

Che fortuna :| !!!  a qualcuno potrebbero non bastare

 

l’occhio 6 Dicembre 2009

Archiviato in: le letture del giorno — acidjuicy @ 12:57

Forma forma forma
Quello che mi manca per ora è anche forma
Ogni mattina mi sveglio e scopro cosa è successo ieri
Che solo il sonno mi dà quel po’ di distanza per accorgermene.

La terra frana e io corro spaventata vedendo ombre intorno e vuoto davanti
Ad ogni zolla in cui riesco a posare il piede chiedo riposo e minuti
Ma la metà sono spesi per guardare il panorama  di contorno
Indietro nero, divorato, inghiottito
Avanti insensato
Qualche momento e poi il tempo a superarlo

È questo che non ti perdono
Di avere fatto franare la terra.

Oggi ho bisogno di fermarmi, di restare
Di raccogliere le mie cose per giocarci un po’
Tutte queste tessere che ho scavato nella terra con le mani
In questi giorni di frenesia e di panico.

La confusione del mondo delle persone delle parole
Ognuno con le sue vite e i suoi assi intorno a cui ruotare
E allora cerco di parlare
Chiudere gli occhi per non vedere le viscere
E Parlare anch’io, sembra così facile.
E tutto quello che è nascosto, contenuto da panciere di nervi e muscoli
Si rovescia
Non abbastanza, non abbastanza da cadere e perderlo per strada,
solo per allentare la tensione e per lasciarsi guardare ad occhi aperti.

Le tessere dicevo e il silenzio
Se non rispondo al tuo messaggio è per questo
Perché vorrei parlare con te
Lasciarti vedere quello che forse non ti interessa, forse si
I balletti, minuetti, corteggiamenti e ipocrisie li lascio ad altri, altre.

Mi chiedo cosa vedete quando mi guardate

 

Incantesimo dei dolci occhi 30 Novembre 2009

Archiviato in: porte — acidjuicy @ 23:46
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Questo è un incantesimo

vieni

apri i tuoi occhi, leggi il tuo nome

Questa è la mia voce

io sono qui!

Questo è il mio sorriso,

sono sempre la stessa,

inquieta solitaria

avvelenata di speranza.

Incantesimo dei dolci occhi

incantesimo di ciglia dorate

canto del mio sorriso

voce del mio silenzio

Sotto la tua maglietta

mi sono nascosta

sul tuo bicipite

addormentata

sono raccolta, dietro le tue spalle

al mattino mi siedo sulle tua ginocchia

Sono la prigioniera delle parole abbandonate

la custode della tua gioia

all’afelio

della tua luce.

 

from the bottom 29 Novembre 2009

Archiviato in: cronache marziane — acidjuicy @ 01:30
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che sia come una sera di quasi tre anni fa

chiusi in bagno noi tre

a piangere e confessare paure assurde

vere ancora oggi.

un nuovo temporale o un uragano?

 

dispatrio 12 Novembre 2009

Archiviato in: poesia, porte — acidjuicy @ 23:36
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ho trovato uno scaffale
conservato sotto un muro, di confine.

ora lo metto qua, chissà che le parole riescano a fuggire