About acidjuicy

quel che ho scritto di me è tutta una bugia, quel che ho scritto dime è tutta verità

zoologia (e botanica) fantastica

No, non si tratta di Borges. “Guarda, una fragola che nuota” è il titolo di un articolo di Gilberto Corbellini sul sole24ore su una delle paure più diffuse e infondate sugli ogm, il trasferimento di geni da una specie ad un’altra, anche molto distanti.

Perché sarebbe innaturale spostare un semplice gene? Inoltre, i geni non specificano  singolarmente alcuna caratteristica che osserviamo in un organismo, per esempio il fatto che sia peloso o che produca le pannocchie. Né  portano un’etichetta con scritta la specie da cui vengono.  Infatti, è possibile isolare gli stessi geni in specie viventi tra loro diversissime. 

La biologia ci dice che i geni servono a fabbricare proteine, e che la formazione di una pannocchia dipende da processi che sono si regolati dai geni ma solo in collaborazione tra loro. Quindi pensare che se si trasferisce un gene si trasferisce qualcosa di più di una proteina che svolge una determinata funzione, per esempio protegge quella pianta” naturalmente” dai parassiti, è un residuo di pensiero magico: una parte di qualcosa contiene il tutto.

il principio dello struzzo: non so quindi mi fido

Che si tratti di medicina alternativa o di ogm il principio è lo stesso: fa più paura quello che si conosce di quello che si ignora.

Da un lato c’è la sana e intrinsecamente scientifica consapevolezza di non possedere una conoscenza definitiva sul mondo e sulla natura, dall’altro si preferisce affrontare l’ansia che questo produce con una sorta di pensiero magico. Meglio non addentrarsi, meglio non cercare di approfondire.

Ma cosa c’è di più naturale per l’uomo se non usare la sua inteligenza, le sue mani, i suoi occhi per soddisfare la curiosità e modificare se stesso e quanto gli sta intorno?

Oggi sul funzionamento e sugli effetti dei medicinali in commercio sappiamo mille volte di più che su erbe, omeopatia e manipolazioni chiropratiche. Eppure sui medicinali si continuano a fare test in base alla sempre crescente conoscenza del corpo umano. Ed è cosi che medicine in uso per anni vengono ritirate e sostituite da altre più efficaci o con effetti collaterali minori.

Che informazioni affidabili abbiamo sulle medicine alternative? A parte il consiglio dell’amico che ha provato l’una o l’altra? Nessuna riguardo quelle che rifiutano di essere testate; che non funzionano o hanno blandi effetti quelle su cui è stato fatto uno studio rigoroso, (link fantastico!) .

Lo stesso vale per gli ogm. Edoardo Boncinelli lo dice in una battuta: “Un gene non fa primavera. Fa il suo prodotto punto e basta. Nelle epoche passate invece si sono incrociati organismi per fare frumento, mais, ciliegie, pecore e cani. E lì sì che sono stati mischiati a caso migliaia di geni. C’è solo una differenza tra quegli interventi e quelli attuali: oggi si agisce su un gene per volta e a ragion veduta, mentre prima si modificavano tantissimi geni senza avere idea dei loro effetti”.

E alla domanda se ci sono rischi inattesi per la salute tipo la produzione di allergeni inaspettati, risponde:

Inattesi no. Semmai il contrario. Perché oggi si sa esattamente quali proteine allergeniche producono i geni che si utilizzano. Così si può controllare in modo totale i possibili allergeni e gli altri agenti tossici”.

contraccezione naturale?

Mi chiedo quanti tra coloro che praticano la medicina naturale: erboristeria, omeopatia etc. usino metodi altrettanto naturali per non procreare (di per se contro natura). Niente dunque:

condom (odiosi pezzi di plastica prodotti da multinazionali)

pillole (ormoni artificiali che alterano il naturale equilibrio fisico)

creme spermicide (la sola parola suggerisce violenza e mancanza di intima relazione con la Natura. Che volgarità!).

diamanti e letame: sulle medicine

John Diamond, il nome è citato un paio di volte nel libro di Rose Shapiro Suckers: How Alternative Medicine Makes Fools of Us All (Come la medicina alternativa ci frega tutti) ma, ironia della sorte, oggi facendo una ricerca su di lui trovo Life Energy: Unlocking the Hidden Power of Your Emotions to Achieve Total Well-Being e Snake oil and other preoccupations. La pagina di disambiguazione di Wikipedia chiarisce che L’olio di serpente è effettivamente un libro postumo sulla ciarlataneria delle cosiddette medicine complementari e alternative mentre l’energia vitale e il potere delle emozioni per vivere un totale benessere è stato scritto da un “dottore” americano fondatore della chinesiologia applicata, una branca della chiropratica.

Le recensioni che trovo su Amazon, sono come sempre entusiastiche su entrambi i fronti. Come dice mio fratello, leggiamo quello di cui siamo già parzialmente o totalmente convinti; quello che vogliamo sentirci dire. E allora, mi dico, questa volta leggerò questo testo fondamentale sul legame tra agopuntura ed emozioni. Sfortunatamente la biblioteca del trinity possiede soltanto il libro precedente dell’autore: your body doesn’t lie (il tuo corpo non mente) e allora mi dirigo su quello.

Prima di ordinarlo leggo qualche recensione e una è veramente illuminante:

Hi, this book is a pretty good little manual on the theory and practice of muscle testing. Christians needn’t fear for their souls if they read and practice this stuff–kinesiology is akin to any of the energy medicine practices, include the pulse reading of Chinese and Indian health practitioners, acupuncture, acupressure, jin shin jitsu, and on and on.

Whether something has been “proved” or not is not the point, it’s whether the techniques are helpful to a person’s health. Kinesiology can help balance the system, strengthen muscle imbalances, determine if certain foods or drugs are helpful or harmful to the person’s condition, and so forth. Folk wisdom advises us to judge a person by the fruits of the actions, not their words.

We can be blinded by religion equally as well as by science.

The writer may be trying to strengthen his argument with his thymus theories; this is beside the point.

If you’re interested in this path, try it–if it doesn’t help you, it certainly won’t harm you. I’m instantly on guard when people start to quote scripture. I’d certainly encourage people to buy and use this book as a helpful home health adjunct.

I miei commenti? Per ora mi astengo. Ma il grassetto l’ho aggiunto io.

Lanzetta, chirurgia e diritto

Da oggi inauguro una nuova categoria: storie esemplari. E la prima vittima, del blog, si intende, è il chirurgo Lanzetta.

Ormai lui ha chiuso con l’università italiana, e buon per lui, ma per il gusto di non darla vinta continua a fare ricorso, vincendo, contro gli ormai cinque concorsi per una cattedra alla Insubria, università con sedi a Como e Varese, che premiano due suoi colleghi, sempre gli stessi, per i quali è evidente che i concorsi sono stati indetti.

Due cose mi colpiscono. Primo: stiamo parlando di una università del nord, non di Messina, Palermo o Roma. Secondo: ma quanto lavoro c’è da fare per scardinare questa università italiana e chi lo può fare? Un governo senza parlamento? Chissà!

La storia è sul Corriere.it

chiese

Nella chiesa di Gardiner street
il fonte battesimale è tra le panche
nel mezzo del corridoio centrale.

Non è un’acquasantiera e non c’è acqua benedetta
(qualunque cosa sia)
c’è l’acqua del battesimo invece,
quella in cui si annega
e da cui si torna a respirare l’aria.

L’acqua dell’identità,
del “chi siete?”.

Nella chiesa di Gardiner street
il leggio con le letture è all’ingresso,
quando entri il vangelo ti accoglie
e le letture ti raccontano una storia.

Nella chiesa di Gardiner street
c’è una statua di Gesù con tre bambini
che ti viene voglia di sederti anche tu
e se vuoi lo puoi fare.

Sindrome feto-alcolica 3: terrorismo

«Anche un uso giornaliero moderato, che in altre fasi della vita è considerato normale, può determinare deficit intellettivi, sindrome da iperattività, comportamenti aggressivi e violenti durante l’adolescenza, problemi di socializzazione e ritardi nella crescita. Per questo, raccomandiamo alle donne che aspettano un bambino di astenersi completamente dell’alcol. Anche l’eccezione di una sola sera può essere pericolosa, se proprio in quel momento il feto sta sviluppando qualche parte del sistema nervoso».

Margherita Fronte – Corriere.it 02 ottobre 2011 10:53

FASD è un acronimo che sta per Spettro dei Disordini Feto Alcolici. Secondo la guida dell’Istituto Superiore della Sanità: “La definizione include tutte le anomalie che possono presentarsi a causa dell’esposizione fetale all’alcol, ed è un termine “ombrello” che comprende appunto diverse disabilità, tutte dovute a tale esposizione.”

Ma, se è certo che queste anomalie siano “tutte dovute” a questa esposizione, evidentemente devono anche essere conosciuti i nessi causa-effetto. E deve essere possibile quantificare questa esposizione dannosa. Non è compito della scienza quantificare? E lasciare ai politici di far uso del principio di precauzione?

Del resto il tono allarmistico e le informazioni confuse si abbinano, nella guida dell’Istituto Superiore di Sanità, ad un certo paternalismo.

“Lo spettro dei disordini feto alcolici si manifesta tipicamente nei figli di donne con consumo eccessivo di alcol in gravidanza, e non nei figli di donne non alcolizzate che hanno bevuto piccole quantità di alcol prima di venire a conoscenza del loro stato di gravidanza.”

da Guida alla diagnosi dello spettro dei disordini feto-alcolici

“Ad esclusione della categoria 2, tutti i gruppi sono caratterizzati da un eccessivo e certo consumo materno di bevande alcoliche in gravidanza, con diverse modalità di assunzione.”

da Guida alla diagnosi dello spettro dei disordini feto-alcolici

Non è nota la soglia oltre la quale l’alcol causa la FASD. Pertanto si deve sconsigliare alle donne di bere alcol in gravidanza.

da Guida alla diagnosi dello spettro dei disordini feto-alcolici

Quale di queste affermazioni è vera? Se si sa che le donne che hanno assunto piccole dosi di alcool, prima di sapere di essere in gravidanza, non hanno esposto a pericolo i loro figli, queste piccole dosi di alcool costituiscono una soglia. E cosa cambia che sapessero o no di essere in gravidanza?

Sindrome feto-alcolica 2: dimostrazioni

Il 7,6% dei neonati italiani è stato esposto all’alcol nell’utero materno e ha quindi un rischio aumentato di sviluppare caratteristiche fisiche e deficit nervosi e comportamentali della sindrome feto alcolica. Lo ha stabilito il primo studio sul tema in Italia, condotto dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss) in collaborazione con 7 neonatologie di altrettante, diverse città.

Margherita Fronte – Corriere.it 02 ottobre 2011 10:53

Cosa ha stabilito lo studio?
Lo studio ha stabilito che Il 7,6% dei neonati italiani è stato esposto all’alcol nell’utero materno.

Cosa non ha stabilito lo studio?
Lo studio non ha stabilito il rischio di questi neonati di sviluppare la sindrome feto-alcolica.

Sindrome feto-alcolica 1: logica

Il 7,6% dei neonati italiani è stato esposto all’alcol nell’utero materno e ha quindi un rischio aumentato di sviluppare caratteristiche fisiche e deficit nervosi e comportamentali della sindrome feto alcolica.

Margherita Fronte – Corriere.it 02 ottobre 2011 10:53

Che significa rischio aumentato?

Il feto deve essere stato esposto all’alcool perchè ci sia una diagnosi di sindrome feto-alcolica. Quindi, se la madre non ha bevuto in gravidanza, il bambino non corre alcun rischio di manifestare la sindrome.