Acid Juicy

quel che ho scritto di me è tutta una bugia, quel che ho scritto di me è tutta verità

conservare il potere 20 Dicembre 2009

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È morto il grande ayatollah Hossein Ali Montazeri, ex successore designato dell’ayatollah Khomeini. Dopo le scorse elezioni in giugno, Montazeri aveva preso posizione contro “il governo del conservatore” Mahmud Ahmadinejad.

Nel servizio il giornalista dice così, conservatore. Ma non si chiamava dittatura una volta?

 

spigolature, leggo e riporto 2 13 Aprile 2009

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Le cose che non mi piacciono preferisco in genere ignorarle, ma questa volta faccio un’eccezione!

 

Gaza, uso proporzionale della lingua 31 Gennaio 2009

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Ancora sul giornalismo, esemplare questa volta.


quando le parole si usano per dissezionare i luoghi comuni, cadaveri della ripetizione e della superficialità.
mi piace la razionalità della dissertazione, lo stile, la distanza quasi  accademica con cui il giornalista discute il canone della guerra proporzionale.
per giungere a conclusioni non grigie nè assopite.

Ma per Dissentire, oppure no, bisogna prima leggere.

 

fai un bel respiro 4 Gennaio 2009

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Quei lunghi istanti tra la caduta di un bambino e lo scoppio dirotto del pianto?
Gli occhioni spalancati, la bocca a cucchiaino e l’iconsapevole valutazione del danno: piango? grido? mi sono fatto male?? che cosa è successo???
Solitamente gli adulti non lo fanno, non quando sbattono la testa contro una pareta troppo bassa o non vedono un gradino.
Hanno imparato a celare il danno, a rassicurare gli altri che non è successo niente e a riguadagnare la compostezza perduta.
Non in questo caso.
La caduta della borsa con un totale annuale di -40% circa a livello mondiale e -50% in Italia ha richiamato in vita la risposta istintiva e infantile, perchè le economie sono processi emotivi. I consumatori hanno smesso di consumare, dicono i giornali, per lo stesso motivo per cui il bambino ha deciso di piangere: mi sono fatto davvero male e vogliamo chelo sappiano tutti.
Eppure, eppure è ancora possibile l’altra via, quella di fare un bel respiro e controllare la paura. Parola di Adam Gopnik, The NewYorker!

 

ECO_O_O: leggo e riporto 1 23 Ottobre 2008

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piccola rassegna stampa 3 Ottobre 2008

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siccome anche se non scrivo continuo a leggere

e siccome mi piace sempre raccontare le cose che mi incuriosiscono

questi sono tre link piuttosto eterogenei che ho conservato in attesa di un post da venire:

A.R.S.

A scuola di mediocrità

L’università truccata

 

tra arbitrio e fondamentalismo 3 Ottobre 2008

Lezione…magistrale!

Parigi, venerdì 12 settembre
2008

Vorrei parlarvi stasera delle origini della teologia occidentale e delle radici
della cultura europea
.

Da qui si comprende la formulazione di un distico medioevale che, a prima vista, sembra sconcertante: “Littera gesta docet – quid credas allegoria…”. La lettera mostra i fatti; ciò che devi credere lo dice l’allegoria, cioè l’interpretazione cristologica e pneumatica.

Possiamo esprimere tutto ciò anche in modo più semplice: la Scrittura ha bisogno dell’interpretazione, e ha bisogno della comunità in cui si è formata e in cui viene vissuta.

[ ] Il cristianesimo percepisce nelle parole la Parola, il Logos stesso, che estende il suo mistero attraverso tale molteplicità e la realtà di una storia umana. Questa struttura particolare della Bibbia è una sfida sempre nuova per ogni generazione. Secondo la sua natura essa esclude tutto ciò che oggi viene chiamato fondamentalismo. La Parola di Dio stesso, infatti, non è mai presente già nella semplice letteralità del testo. Per raggiungerla occorre un trascendimento e un processo di comprensione, che si lascia guidare dal movimento interiore dell’insieme e perciò deve diventare anche un processo di vita. Sempre e solo nell’unità dinamica dell’insieme i molti libri formano un Libro, si rivelano nella parola e nella storia umane la Parola di Dio e l’agire di Dio nel mondo.

Tutta la drammaticità di questo tema viene illuminata negli scritti di san Paolo. Che cosa significhi il trascendimento della lettera e la sua comprensione unicamente a partire dall’insieme, egli l’ha espresso in modo drastico nella frase: “La lettera uccide, lo Spirito dà vita” (2 Cor 3,6). E ancora: “Dove c’è lo Spirito … c’è libertà” (2 Cor 3,17). La grandezza e la vastità di tale visione della Parola biblica, tuttavia, si può comprendere solo se si ascolta Paolo fino in fondo e si apprende allora che questo Spirito liberatore ha un nome e che la libertà ha quindi una misura interiore: “Il Signore è lo Spirito, e dove c’è lo Spirito del Signore c’è libertà” (2 Cor 3,17). Lo Spirito liberatore non è semplicemente la propria idea, la visione personale di chi interpreta. Lo Spirito è Cristo, e Cristo è il Signore che ci indica la strada. Con la parola sullo Spirito e sulla libertà si schiude un
vasto orizzonte, ma allo stesso tempo si pone un chiaro limite all’arbitrio e alla soggettività, un limite che obbliga in maniera inequivocabile il singolo come la comunità e crea un legame superiore a quello della lettera: il legame dell’intelletto e dell’amore. Questa tensione tra legame e libertà, che va ben oltre il problema letterario dell’interpretazione della Scrittura, ha determinato anche il pensiero e l’operare del monachesimo e ha profondamente plasmato la cultura occidentale. Essa si pone nuovamente anche alla nostra generazione come sfida di fronte ai poli dell’arbitrio soggettivo, da una parte, e del fanatismo fondamentalista, dall’altra. Sarebbe fatale, se la cultura europea di oggi potesse comprendere la libertà ormai solo come la mancanza totale di legami e con ciò favorisse inevitabilmente il fanatismo e l’arbitrio. Mancanza di legame e  rbitrio non sono la libertà, ma la sua distruzione.

L’espressione classica di questa necessità della fede cristiana di rendersi comunicabile agli altri è una frase della Prima Lettera di Pietro, che nella teologia medievale era considerata la ragione biblica per il lavoro dei teologi: “Siate sempre pronti a rispondere a chiunque vi domandi ragione (logos) della speranza che è in voi” (3, 15) (Il Logos, la ragione della speranza, deve diventare
apo-logia
, deve diventare risposta).”

Benedetto XVI

 

il lusso del dubbio 17 Luglio 2008

Archiviato in: res publica — acidjuicy @ 16:10
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l’informazione non informa, non ne ha il tempo.

dà giudizi superficiali nel migliore dei casi, di solito diffonde luoghi comuni.  allora quando sento qualcosa che richiederebbe la mia ovvia e sconsiderata adesione opto per l’astensione. l’astensione del giudizio.
prendo tempo, mi riservo il diritto di pensarci.

oggi ho trovato questo.

 

teste pensanti 20 Giugno 2008

Archiviato in: res publica — acidjuicy @ 08:35

Giusto
perché si può parlare di sesso usando la testa ed essere stimolanti.
Ci sono un paio di post di Giovanna Cosenza nel suo dis.amb.ig.uando intitolati Libertà
sessuale coatta
.
L’ultimo commenta il libro di Bauman Liquid
Love. On the Fraility of Human Bonds,
da cui è tratto questo brano:

«Quando il sesso sta a significare un mero evento fisiologico e la
parola “sensualità” evoca ben poco se non una piacevole sensazione fisica, il
sesso non si è affatto emancipato da ulteriori, superflui, inutili, onerosi e
attanaglianti carichi. Al contrario, viene sovraccaricato.
Travolto da aspettative che non è in grado di soddisfare.»

 

teste di cazzo 20 Giugno 2008

Archiviato in: res publica — acidjuicy @ 07:44

Sono
insofferente in questi giorni, lo ammetto. Anche un po’ incline al turpiloquio.

Ma che ora si debba fare sesso anche per
scaricare l’ansia prima degli esami di maturità
, no!
E che cazzo! Signor giornalista!  Scrivi pure le tue non-notizie sulle
donne che preferiscono i trolley alle valige, sul perchè gli uomini
bastardi  attirano di più, sul divieto di non indossare le mutande ad
Ascott,  ma questo no!  Perchè  veramente questa è ossessione!
Mancanza di fantasia, noia mortale.


E soprattutto la notizia dove sta? Nella
benedizione-consiglio della psicologa?  L’abbiamo capito, scopare non è
un’attività ludica! Non è certamente lo stratagemma che ci permette di
riprodurci anzi, quello è solo uno spiacevole effetto collaterale. Il sesso è
esclusivamente prestazione e obbligo sociale  tranne che, of course, 
un modo  per riempire la pagina di un giornale.


Mi sembra doveroso riportare anche le parole della "studiosa":
«I giovani devono sfogare le loro pulsioni, mangiare, dormire, vedere gli
amici, e anche fare l’amore, sia nella vita di tutti i giorni che alla vigilia
della maturità».
Quanti anni di studio saranno stati necessari per partorire una tale profondità
di pensiero?

ps
Questa notizia fa il paio con un’altra di una decina di giorni fa sulla pillola
del giorno dopo
che secondo l’articolista spopola fra le ragazze sotto i 20
anni.
A parte le eccezionali conoscenze di statistica e di logica del giornalista
l’unica altra notizia che si evince dall’articolo è:
La pillola del giorno dopo non è un contraccettivo consigliabile perchè non
protegge dalle malattie veneree.