Acid Juicy

quel che ho scritto di me è tutta una bugia, quel che ho scritto di me è tutta verità

Il gergo dei poeti è questo: un lungo silenzio acceso dopo un lunghissimo bacio 1 Novembre 2009

Archiviato in: Olimpo, poesia, umorale — acidjuicy @ 20:25
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sarà mezz’ora che ci siamo sentite e non mi hai detto niente, forse non lo sapevi o forse è per questo che mi hai chiamato, anche se poi abbiamo parlato di altro. lo leggo ora sul corriere, è morta alda merini, in ospedale,  a milano naturalmente, dove vivi tu. già prima non mi sentivo un granché, questi giorni sono stati così, con alti e bassi e tanti pensieri per la testa, ma ora ho una scusa facile per piangere. è un pianto per tutta la tristezza accumulata,  per l’incertezza, per le perdite, perché oggi è  il primo novembre e domani è la festa dei morti. non è un errore, a palermo è una festa, i bambini ricevono regali e per tradizione si prepara un cesto di biscotti e martorana. per me è sempre stata una festa, quest’anno… quest’anno no. questa notte ho sognato di essere a san diego, c’erano anche i miei nonni, tutti e due, come se vivessero lì. c’era anche antonio naturalmente.

è morta alda merini, sull’edizione einaudi che avevo questi erano i versi in copertina. poco fa stavo andando a prenderla, ma non l’ho più, l’ho regalata tanto tempo fa.

 

alberi e dita 1 Marzo 2009

Archiviato in: poesia — acidjuicy @ 15:41
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Poesie diverse con strane somiglianze, una di Alda merini, l’altra di un poeta sconosciuto. Lingue che si intrecciano, immagini che si specchiano e si osservano mutare. Alberi,  tra cui ci si cerca, dita che parlano di amore:
quando gli amanti gemono sono i signori della terra.

“Quando gli innamorati si parlano
attraverso gli alberi
e attraverso mille strade infelici,
quando abbracciano l’edera
come se fosse un canto,
quanto trovano la grazia
nelle spighe scomposte
e degli alti rigogli,
quando gli amanti gemono
sono signori della terra
e sono vicini a Dio
come i santi più ebbri.
Quando gli innamorati parlano di morte
parlano di vita in eterno
in un colloquio di un fine esperanto
noto soltanto a Lui.
Il loro linguaggio è dissacratore,
ma chiama la grazia infinita
di un grande perdono.”

Alda Merini


“The eyes speak in rivers,
the fingers in trees.
The body has a language all its own:
this time we will send the interpreter home.”

“I will open you
petal by petal
taking all the time in the world.”

“I will build with you a slow fire
stick by stick
and watch the color of your sunrise.”

“I will play with the wind of you,
cover your body with smiles and games,
promises and fantasies that disappear
without a trace.”

“I will stir your secret core,
witch’s brew of potions and incantations,
and fell you simmering, rolling,
floating in my hand.”

“I will fill you slowly up,
every crevice and curve,
watch feel hear smell taste you
growing full.”

“And when every part of you is one,
when you are saturated, suspended,
water trembling over the brim,
I will ride with you over the falls
drown with you
disappear all boundaries
tumble over and over
and over and over
until there is only the spinning dizzy
dance beyond dancing
and the great wave crashing to bits
everything, leaving us
strewn with the seaweed
in the sand and the sun
to dry.”