Acid Juicy

quel che ho scritto di me è tutta una bugia, quel che ho scritto di me è tutta verità

pipilina 24 Giugno 2009

Archiviato in: La Famigghia, poesia — acidjuicy @ 23:41
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“Piangete, o veneri e amori, e quanti siete uomini di animo gentile. Il passero, della mia fanciulla, è morto; il passero, delizia della mia fanciulla, che amava più dei suoi stessi occhi: infatti era dolce come il miele e conosceva la sua padrona tanto bene quanto una bambina la madre, e non si muoveva dal suo grembo, ma saltellando ora qui ora là verso la sua padrona sempre pigolava. Eppure esso se ne va ora per la via tenebrosa, laggiù da dove dicono che non torna più nessuno. Siate maledette, malvagie tenebre dell’Orco, che divorate ogni cosa bella: mi toglieste un passero così grazioso. O sventura! O sventurato passero! Per causa tua, per il pianto, i begli occhi della mia fanciulla sono divenuti rossi e un po’ gonfi.”
Catullo

L’ultima volta che mi ha accolta, appena arrivata, è stata una settimana fa, erano le tre di notte, sono uscita dalla macchina e lei era li, tra le mie gambe. Sarebbe stata sempre con noi, se avesse potuto. Appena lasciavamo uno spiraglio aperto schizzava dentro e la quantità di fusa che faceva lei, mai nessun gatto!

Era una gatta generosissima, in inverno andavamo via ma ogni volta che tornavamo lei era li. Bastava chiamarla forte e subito pipilina riconosceva la mia voce, la nostra voce, e arrivava.

Ha avuto innumerevoli infortuni, mai nessun gattino, anche se spesso sembrava aspettarne. Eppure sopravviveva all’inverno e aveva un’indole selvatica, indipendente, tenerissima.

Testarda, col pelo ispido e il musetto da monachella, quando eravamo sole la chiamavo gioia mia, perchè veramente lo era, un regalo, una gioia.

Ora se n’è andata, all’improvviso, eppure pensare a lei non mi sgomenta. Non sono malae tenebrae che l’hanno accolta, sono sicura e la sua vitalità gioiosa la morte potrà solo custodirla, non spegnerla.

 

“e il vostro cuore si rallegrerà” 23 Maggio 2009

Archiviato in: le letture del giorno — acidjuicy @ 15:03
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“Così anche voi, ora, siete nella tristezza;
ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà
e nessuno vi potrà togliere la vostra gioia”.    22 maggio Gv 16, 22

mi è capitato la prima volta tanti anni fa, era ricreazione, e ricordo la sensazione di calore dentro il petto al pensiero di quello che era successo la notte prima. un mio amico, la felicità che mi aveva dato il suo bacio, sebbene sapessi che era una storia che non poteva durare, che non eravamo innamorati, lui innamorato di un’altra, io di nessuno. ma eravamo amici e io sentivo il cuore gonfio, il giorno dopo,  per l’amore che quella sera ci eravamo dati, il sogno che avremmo voluto trasformare in realtà con la sola forza del desiderio: amarci, essere due. fu una cosa tanto importante, non il bacio, ma il patto che il bacio aveva sancito, che dopo dovemmo allontanarci. lui smise di telefonarmi, per mesi ci eravamo sentiti ogni sera per ore, e io mi sentii abbandonata. capivo che non potevamo stare insieme, nemmeno lo volevo, ma non capivo perchè  non potessimo più condividere le nostre vite. era primavera, aprile forse, certo poco tempo prima del mio compleanno.

sarà solo un sintomo della gastrite ma anche la perdita la avverto così, come un dolore dentro il petto. è un dolore fisico, un istinto a camminare piegata in avanti. come ci si tiene stretto un dito ferito così io vorrei proteggere il mio cuore. che rimbalza, che strofina, si irrita, si graffia.

 

quello che tu cerchi 16 Maggio 2009

Archiviato in: poesia — acidjuicy @ 12:53
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Stasera la rete non funziona

Mi annoio
Ma meno di quando faccio il mio solito circuito in rete

Sbircio nella cartella di mio fratello,
qualcosa ci sarà.

Foto, foto di quest’ultimo mese, anche un paio mie decenti
E poi questo concerto di vasco

È strano, strana la sensazione che provo guardandolo.
Non lo posso guardare, mi sembra un bamboccio,
pierino, ecco mi fa pensare proprio a pierino
a un mario bros
con cappellino e gambe aperte
E mi fa un’antipatia originaria
Trasmessami tanto tempo fa da mio padre

Allora non guardo, ascolto solo
Ascolto questo
quello che tu cerchi

Spinoza  diceva
Che chi detiene il potere
ha sempre bisogno che le persone
siano affette da tristezza

Noi
siamo qui questa sera
per portarvi un po’ di gioia
Gioia
Gioia

Quello che tu cerchi
tu proprio non  lo sai
Quello che tu cerchi è già qui
È davanti a te non lo vedi che
Sono il tuo destino perché

La disperazione tu forse non lo sai
La disperazione è già qui
C’è solo un modo che io conosco
La disperazione la soffochi con me
Con me
Lascia che ti spieghi forse non lo sai
Stupido non fare cosi
Non sciupare il tempo
Che forse non ce n’è

Guardami negli occhi e fidati di me
Io sono qui per te

Qui si fa  la storia o non la si fa
Si deciderà tutto qui
Chi può aspettare aspetterà
Noi scappiamo fuori di qui

Lasciati andare così
Non mi dire niente
Mi basta solo che
In fondo basta niente
In fondo basta solo
Portami con te
Con te

Qui si fa  la storia o non la si fa
Si deciderà tutto qui
Chi può aspettare aspetterà
Noi scappiamo già fuori di qui