Acid Juicy

quel che ho scritto di me è tutta una bugia, quel che ho scritto di me è tutta verità

la macchia umana 28 Giugno 2009

“Ora eravamo, per la crescente insistenza di Mahler, dentro la bara con Coleman, in preda al terrore dell’eternità e all’appassionato desiderio di scampare alla morte… E poi, in un modo o nell’altro, sessanta o settanta di noi si trovarono al cimitero ad assistere alla sua inumazione, un rito abbastanza semplice, la soluzione del problema più ragionevole che fosse mai stata ideata, ma che non riesce mai del tutto comprensibile. Devi vederla per crederci, ogni volta.”

“Rimaneva ancora da svelare una parte troppo grande della verità.
Intendevo, con questo, la verità sulla sua morte, e non la verità che sarebbe venuta a galla qualche minuto dopo. Perchè c’è la verità e poi, ancora, c’è la verità. Per quanto il mondo sia pieno di gente che va in giro credendo di conoscerti, di conoscere te o il tuo vicino, l’ignoto è davvero senza fondo. La verità che ci riguarda è infinita. Come le bugie. Preso in mezzo, pensai.”

Philip Roth, La macchia umana

Tanti lampi in questo libro, un susseguirsi denso di parole che sono riuscita a leggere solo molto lentamente. No, non grumi di parole ma pensieri, il rimuginare della mente, quel consapevole ma ineludibile pestare, le ossessioni di ciascuno e le illuminazioni. Le mie intrecciate a quelle di Faunia, di Les, di Silk, di ciascun personaggio, perchè sono tutti così umani, così veri, che li puoi odiare uno ad uno e di ciascuno avere pietà.

 

frequentando pirandello 2 Aprile 2009

questo pomeriggio ho avuto la sensazione di appartenere ad un altro mondo… :-)

voglio dire che frequentare persone che non si conoscono tra di loro, e con cui faccio cose diverse mi dà l’impressione di vivere in più dimensioni indipendenti, di avere tante identità.

quanti condizionamenti subiamo, dai luoghi, dalle persone, dal tempo, metereologico e cosmico!

le mie giornate per ora sono scandite da umori variabili ma periodici, un paio di pensieri fissi, che affronto, nel susseguirsi delle ore, con atteggiamenti ormai cristallizzati.

non mipiace.

però di pomeriggio prendevo un the, guardavo fuori dalla finestra le strade e gli alberi, ed ero contenta e per qualche minuto completamente estranea alla mia vita. è incredibile quanto mi riappacifichino quattro rami e un cielo azzurro.
quanto mi manca san diego!?

e mi piace che sconosciuti, sconosciuti come lo sono io, abbiano impressioni tanto diverse di me. certe volte ci si lascia sfuggire una parola o si assiste ad un gesto, una situazione, che restituiscono il mistero a chi si crede di conoscere. ma nessuno di loro mi conosce e io mi scopro in loro.

NB (è incredibile anche quanto mi metta di cattivo umore la sporcizia… per esempio quella quotidiana del bar di ingegneria e dell’università in genere, che dico, della città in genere. )