di biscotti, cartoni ed errori

Mi ricordo distintamente di… uhm…, non proprio!
Ricominciamo:Mi ricordo vagamente di essere seduta al tavolo della cucina di casa mia (componente oggettiva), di essere piccola (componente soggettivo) e che mio padre sta cercando di convincermi che due corpi (nella fattispecie due biscotti, uno intero e uno no) lasciati cadere da una stessa altezza arriveranno al suolo (o sul tavolo) allo stesso istante e con gran spargimento di molliche.
Insomma cerca di darmi un’evidenza empirica che si, il peso dipende dalla massa, ma la accelerazione di gravità no, quella è costante in uno stesso luogo.
Ora perversamente (o per vie traverse?) scopro questo cartone di daffy duck e mi chiedo:
a ma da quanto tempo non ne vedevo uno?
b è la geniale coerenza di questo universo alternativo che lo rende così accettabile per un bambino o sarà la elasticià della sua mente (elasticità o plasticità? boh, chi se ne frega!)?
e se è così, perchè un bambino si diverte a guardarlo?
r risposta autofornita: si perché per lui ci sono comunque mille cose nuove da scoprire in ogni cartone.
gulp ma l’aspetto paradossale è che di tutte le anomalie di questo cartone, il blocco di acciaio che casca sulla testa del papero mentre entrambi precipitano verso la terra, è l’unica che non sembra anomala ma ovvia, naturale, come sprofondare nel mare una volta che è stato disegnato (perché si sa, un oggetto compiutamente disegnato si comporta come uno vero).
– E allora? direte voi.
– e allora niente, mi andava di postarlo.

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