“He was first”

Mi piace. Mi sorprende e mi piace.
L’omissione, l’ellissi, il salto sul respiro. Perchè neanche te ne accorgi se lo leggi prima in inglese. Ma se lo hai già letto in italiano invece, ed era Lui è stato il primo,
allora no, il sapore diverso della lingua lo senti e suona come una
specie di fretta, di movimento che ribalta e occupa lo spazio.
Ok, ora basta. Però ho ripensato ad una cosa che avevo letto su
Cicerone, che si era dovuto inventare un linguaggio per portare la
filosofia a Roma. Gli mancavano non solo le parole ma soprattutto gli articoli
determinativi, quelli che permettevano ai greci di parlare de
“L’Essere”. E anche a non voler tirare in ballo concetti così astratti,
anche per il bene, concetto più politico e romano, gli furono necessarie lunghe perifrasi.
E comunque qui è un po’ il contrario, la mancanza dell’articolo funziona come un tratto di evidenziatore; perché lui viene prima, indipendente, contratto, veloce,  first!

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