fai un bel respiro

Quei lunghi istanti tra la caduta di un bambino e lo scoppio dirotto del pianto?
Gli occhioni spalancati, la bocca a cucchiaino e l’iconsapevole valutazione del danno: piango? grido? mi sono fatto male?? che cosa è successo???
Solitamente gli adulti non lo fanno, non quando sbattono la testa contro una pareta troppo bassa o non vedono un gradino.
Hanno imparato a celare il danno, a rassicurare gli altri che non è successo niente e a riguadagnare la compostezza perduta.
Non in questo caso.
La caduta della borsa con un totale annuale di -40% circa a livello mondiale e -50% in Italia ha richiamato in vita la risposta istintiva e infantile, perchè le economie sono processi emotivi. I consumatori hanno smesso di consumare, dicono i giornali, per lo stesso motivo per cui il bambino ha deciso di piangere: mi sono fatto davvero male e vogliamo chelo sappiano tutti.
Eppure, eppure è ancora possibile l’altra via, quella di fare un bel respiro e controllare la paura. Parola di Adam Gopnik, The NewYorker!

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