alberi e dita

Poesie diverse con strane somiglianze, una di Alda merini, l’altra di un poeta sconosciuto. Lingue che si intrecciano, immagini che si specchiano e si osservano mutare. Alberi,  tra cui ci si cerca, dita che parlano di amore:
quando gli amanti gemono sono i signori della terra.

“Quando gli innamorati si parlano
attraverso gli alberi
e attraverso mille strade infelici,
quando abbracciano l’edera
come se fosse un canto,
quanto trovano la grazia
nelle spighe scomposte
e degli alti rigogli,
quando gli amanti gemono
sono signori della terra
e sono vicini a Dio
come i santi più ebbri.
Quando gli innamorati parlano di morte
parlano di vita in eterno
in un colloquio di un fine esperanto
noto soltanto a Lui.
Il loro linguaggio è dissacratore,
ma chiama la grazia infinita
di un grande perdono.”

Alda Merini


“The eyes speak in rivers,
the fingers in trees.
The body has a language all its own:
this time we will send the interpreter home.”

“I will open you
petal by petal
taking all the time in the world.”

“I will build with you a slow fire
stick by stick
and watch the color of your sunrise.”

“I will play with the wind of you,
cover your body with smiles and games,
promises and fantasies that disappear
without a trace.”

“I will stir your secret core,
witch’s brew of potions and incantations,
and fell you simmering, rolling,
floating in my hand.”

“I will fill you slowly up,
every crevice and curve,
watch feel hear smell taste you
growing full.”

“And when every part of you is one,
when you are saturated, suspended,
water trembling over the brim,
I will ride with you over the falls
drown with you
disappear all boundaries
tumble over and over
and over and over
until there is only the spinning dizzy
dance beyond dancing
and the great wave crashing to bits
everything, leaving us
strewn with the seaweed
in the sand and the sun
to dry.”

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3 thoughts on “alberi e dita

  1. Adoro la Merini, ho diversi suoi libri…questa bellissima lirica non la conoscevo. Sai indicarmi la raccolta cui appartiene?

    Adonai

    Apolide

  2. Si trova in Ballate non pagate, è l’unica raccolta che ho letto, ma è bellissima, sin dalla poesia in copertina
    “Apro la sigaretta
    come fosse una foglia di tabacco
    e aspiro avidamente
    l’assenza della tua vita.
    E’ così bello sentirti fuori,
    desideroso di vedermi
    e non mai ascoltato.
    Sono crudele, lo so,
    ma il gergo dei poeti è questo:
    un lungo silenzio acceso
    dopo un lunghissimo bacio.”
    Acid

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