vecchi amici

Sono due i versi che, inaspettati mi si sono fatti vivi in questi giorni.
il primo al matrimonio di R. e M.

Prendimi per mano e corriamo
Portami nella tua stanza,
o mio re.
Godiamo insieme,
siamo felici.
Il tuo amore è più dolce del vino.
A ragione le ragazze
s’innamorano di te!

Ma il cantico non era nelle letture, nè io all’inizio ricordavo che fosse proprio quello.

E poi stamattina Archiloco che esorta il suo cuore a rimanere saldo e a non farsi travolgere dagli eventi

Cuore, mio cuore, turbato da affanni senza rimedio,
sorgi, difenditi, opponendo agli avversari il petto;
e negli scontri coi nemici poniti, saldo, di fronte a loro;
e non ti vantare davanti a tutti, se vinci;
vinto, non gemere, prostrato nella tua casa.
Ma gioisci delle gioie e soffri dei dolori, non troppo:
apprendi la regola che gli uomini governa.

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One thought on “vecchi amici

  1. Allora, il primo, il cantico, va lasciato stà, ché troppo bello, unzabbiaasciupà.
    Il secondo invece mi suscita due commenti di proverbi toscani, antichi come i miei nonni che non ci sono più:

    e non ti vantare davanti a tutti, se vinci;

    il mi nonno avrebbe detto:

    chi si loda s’imbroda

    e poi:

    vinto, non gemere, prostrato nella tua casa.
    Ma gioisci delle gioie e soffri dei dolori, non troppo:

    la mi nonna avrebbe detto:

    Bischero e coglione un ti fa mai>/i>

    Ciao a presto
    Mimì

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