ogni trecento notti

Un’altra [scuola afferma], che la storia dell’universo – e in esso le nostre vite, i più tenui particolari delle nostre vite – è la scrittura che produce un dio subalterno per intendersi con un demonio. Un’altra, che l’universo è paragonabile a quelle crittografie in cui non tutti i segni hanno un valore, e che solo è vero ciò che accade ogni trecento notti. Un’altra ancora, che mentre dormiamo qui, stiamo svegli dall’altra parte, e che dunque ogni uomo è due uomini.

da Tlon, Uqbar, Orbis Tertius
di J.L. Borges

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