ultrà cattolica, omofoba e fascista

Secondo il Corriere io sono un’ultrà cattolica; un’omofoba e fascista per molti altri giornali.

Perchè? Perchè penso che il DDL Scalfarotto-Leone che introduce il reato di opinione in Italia sull’omofobia sia pericoloso.

Questo progetto di legge prevede che io non possa dire pubblicamente che ogni essere umano ha diritto ad un padre e ad una madre.

Non potrò affermare quello che è scritto nella Costituzione Italiana e cioè che la famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio.

Perchè non potrò affermarlo? Perchè il reato di opinione è intrinsecamente mal definito. Non importa che io non compia o non istighi alla violenza, non importa che io manifesti silenziosamente, pacificamente con un libro in mano. Non importa che io sia un vecchio, un padre con una bambina in braccio, una ragazza o una donna in piedi, in una piazza cittadina o in un social network. Ciascuna mia affermazione potrà essere interpretate come incitazione all’odio, come omofobia, cioè avversione per l’omosessualità. E potrà essere punito con un anno e mezzo di prigione, secondo l’arbitrio di un giudice a cui è stato dato il potere di confondere un’opinione con un reato, che essa sia moralmente condivisibile o no.

E questo avviene già adesso. È avvenuto ieri in 100 citta italiane dove diecimila persone si sono riunite decorosamente e sono state aggredite fisicamente da chi si professa in difesa di tutte le libertà. Sono state chiamate fasciste da chi voleva impedire loro di manifestare. Sono state accusate da Saviano, piu raffinatamente, di “forte violenza culturale”.

http://video.corriere.it/video-embed/98082a12-4d31-11e4-a2e1-2c9bacd0f304

Caro Saviano, le idee violente hanno bisogno di due cose per imporsi: la forza fisica e il disinteresse, la superficialità di chi dice “che c’è di male?”. Ebbene per sapere che male c’è bisogna ascoltare non le storie di chi vuole un figlio, ma le storie di questi figli voluti nonostante tutto. E oggi ce ne è già tante, perchè la fecondazione in vitro eterologa e l’affido a coppie omosessuali sono legali già da molti anni in paesi considerati evoluti. Si chieda a quei bambini, oggi uomini e donne, cosa è violenza e cosa è amore. Si leggano le loro storie. Io l’ho fatto. Non ho stabilito in un giorno o con leggerezza da che parte stare.

Le idee che le Sentinelle e Manif Pour Tous difendono suscitano odio perchè, benchè prive di armi, insulti e oscenità, sono ragionevoli, hanno una corrispondenza nella verità dell’uomo. Perchè sono non gli appartenenti ai centri sociali a scendere in piazza per difenderle, ma i vecchi e i genitori, quelli che normalmente non manifestano. Se fossero stupide, banali o semplicemente accidentali, espressione dei tempi e della cultura, durerebbero un giorno e nessuno ci spenderebbe tanta energia.

La mia idea “violenta” è che l’essere umano non debba essere un oggetto di produzione, non debba essere scartato quando è “difettoso”, non debba essere prodotto per fornire un organo, una cura per una malattia.

La mia idea “violenta” è che le donne e gli uomini e i loro organi non possano essere usati come macchine riproduttive, fornitori di sperma ed ovuli o persino del proprio corpo, utero compreso. Che ogni uomo e ogni donna siano chiamati a generare ed educare figli in un patto di vita stabile ed esclusivo, non venderli, non darli, non abbandonarli.

È vero, questo non sempre succede. I figli non sempre sono voluti. Figli sono generati anche nello stupro e nella violenza, nella superficialità. Perchè capitano. Sono abbandonati e sono venduti illegalmente. Ma l’abuso non deve diventare diritto. E non si deve confondere chi dà ad un bambino abbandonato od orfano una famiglia con chi produce volontariamente bambini privi di padre o di madre per soddisfare il proprio desiderio di paternità o maternità.

No, non credo che si debbano mettere al mondo figli se si è single. Non credo che un bambino debba volontariamente essere privato di una delle due figure genitoriali. Qui c’è in gioco molto più che la possibilità di amare chi si vuole, c’è in gioco la dignità di ciascuna persona, omo o etero poco importa.

Oggi sono ancora libera di dirlo. Domani, non so.

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