semi di santificazione

Un lettore ci chiede aiuto: «La mia ragazza non riesce ad aprirsi alle novità di questo Sinodo»

da Il Timone

C’è un grande equivoco, mi pare. Confondere il bene che c’è in un rapporto con ciò che invece lo distrugge. Ogni rapporto di amore riflette la grazia di Dio, è un percorso di santificazione. Ma non ogni aspetto di un rapporto è santo, buono, sano.

Nella mia esperienza non chiedere quello che volevo, evitare di parlarne persino, per paura di litigare non è stato sano. E mi sono trincerata dietro il pensare che certe proposte fossero irricevibili dall’altra parte. Mi faceva comodo del resto.

La rottura ha portato novità, non la gradualità. Nella rottura ho capito che si ama prima Dio e poi il proprio amato. C’è una gerarchia di senso nella nostra vita.

Ma quanto è duro questo attaccamento alle creature? Per questo serve che qualcuno dall’esterno non smetta di indicarci la Via, la Verità. Che sta al di fuori di noi, al di fuori della nostra coppia. Perchè è una Persona. E qui entra in gioco la gradualità. La vita non cambierà in un giorno, ma qualcosa comincerà a muoversi. Una voce inizierà a interpellarci, dal di dentro stavolta. Per me la voce è stata quella di Maddalena. E tanto altro, certo. Ma tutto comincia con qualcuno che ci mette in discussione.

E mi chiedo, se non sono i sacerdoti a interpellarci, a proporre novità di vita, chi lo può fare? Sono loro, liberi da ogni legame umano, che dovrebbero avere l’onestà di proporre il vangelo a tutti. Cosi com’è.

Per questo mi scandalizza questa risposta del direttore di Avvenire. A quanto pare i ruoli si sono invertiti. Sono le pecore ad indicare la strada ai pastori e i pastori deridono le pecore. E perchè poi? Perchè questa sarebbe la strategia vincente per condurre le coppie al matrimonio? E a che serve? Basta il matrimonio a risolvere tutti i problemi? A coprire tutti gli imbrogli, come dice una canzone sicula? Se non si è casti prima del matrimonio non si è casti neppure nel matrimonio, mi pare.

Mi ricordo di un convegno del Meg di tanti anni fa, in cui qualcuno diceva che la castità non è lo stato dei bambini, ma degli adulti. Sta davanti a noi, non dietro come uno stato di purezza originale e perduto. È una strada su cui camminare. Perchè è fedeltà, controllo di sè, amore fecondo, libertà del cuore.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s