Islam al bivio o cul de sac?

Scrive Fouad Allam su Tempi:

l’islam non si è mai secolarizzato perché non accetta la soggettivizzazione del fatto religioso.

La domanda è: è possibile questa secolarizzazione?

Di primo acchitto la parola “soggettivizzazione” non mi piace. Ma non so cosa intenda esattamente Allam. Come del resto non mi piace “secolarizzazione”.

È una distorsione del credo per adattarlo allo spirito dei tempi, alle società, alle culture, qualunque essi siano? Senza riconoscere che probabilmente quelle culture hanno un nocciolo duro di istanze che lo contraddicono?

O è un ritrovare che anche nell’Islam c’è una verità a misura di uomo, umana? Che può interpellare uomini di culture diverse?

La fondamentale non-interpretabilità del corano, il suo essere una parola divina dettata, non ispirata, pronunziata in arabo, che rende sacro l’inchiostro con cui è trascritta sembra indicare che non c’è strada. Come si dice a casa mia: chista unn’è strata ca spunta.

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