AIDS, preservativi e fatti

Giusto qualche link per chi è interessato ai fatti e non all’ideologia

Contro il preservativo (e le bufale di Focus)

Nella Giornata mondiale contro l’AIDS Focus la mette giù dura contro “7 falsi miti su AIDS e HIV ancora troppo diffusi” e addirittura parla di “sette bugie dure a morire sulle modalità di trasmissione, e prevenzione, del virus. Accompagnate dalle rispettive smentite scientifiche.”

Ma chi confonde i fatti con l’ideologia è proprio il giornale.

Prima bufala: “Le cause? Promiscuità sessuale e consumo di droghe.
La maggior parte degli uomini contrae il virus dell’HIV attraverso il contatto sessuale con un uomo infetto: si tratta, perciò, di una popolazione particolarmente a rischio. Ma il 16% degli uomini e il 78% delle donne si ammala all’interno di una relazione eterosessuale. La vera popolazione a rischio è quindi, quella che non usa il preservativo.”

Cioè è come dire che la colpa dei morti ammazzati da armi da fuoco in America è dei proiettili e non di chi usa le armi.

Ma il problema non è capire il meccanismo biologico ma essere consapevoli dei comportamenti che maggiomente espongono al contagio. Non c’entrano niente i bambini che nascono da madri sieropositive e neanche lo stigma sociale. Certo che conoscere i fatti aiuta a difendersi. Perché è la condizione preliminare per decidedere quali comportamenti adottare.

L’Unicef è certamente più onesta: “La modalità più frequente di trasmissione dell’HIV è per via sessuale, perché durante un rapporto sessuale non protetto vi è il massimo scambio possibile di fluidi corporei, soprattutto quando si verificano circostanze aggravanti (ferite dell’apparato genitale, malattie veneree, sesso anale o forme violente di penetrazione).” (http://www.unicef.it/doc/332/dieci-cose-da-sapere-su-hiv-e-aids.htm)

E ancora: “Il rischio di trasmissione dell’HIV/AIDS per via sessuale può essere ridotto se il soggetto si astiene dal sesso, se ha rapporti non protetti esclusivamente con un partner non infetto, se pratica soltanto sesso sicuro (con preservativo o senza penetrazione). Fra queste tre modalità di prevenzione, l’unica assolutamente certa è, per ovvie ragioni, l’astinenza.”

Focus: “3. L’AIDS è un problema degli omosessuali.
La maggior parte degli uomini contrae il virus dell’HIV attraverso il contatto sessuale con un uomo infetto: si tratta, perciò, di una popolazione particolarmente a rischio. Ma il 16% degli uomini e il 78% delle donne si ammala all’interno di una relazione eterosessuale. La vera popolazione a rischio è quindi, quella che non usa il preservativo.”

Che l’AIDS sia un problema per gli omosessuali NON è un falso mito. La popolazione omosessuale maschile è ad alto rischio (e Focus lo ammette). Secondo la Lega Italiana per la lotta contro l’AIDS nel 2013 in Italia nel 40% dei casi il virus è stato trasmesso da maschi che fanno sesso con maschi e nel 45% in rapporti eterosesuali. Attenzione però: la popolazione maschile che ha rapporti omosessuali è meno di un ventesimo di tutta la popolazione sessualmente attiva (e questa è una stima per eccesso mooolto esagerata). Questo significa che la transmissione omosessuale tra maschi è almeno 20 volte superiore che nel resto della popolazione. (da Lega Italiana per la lotta contro l’AIDS, http://www.lila.it/images/doc/dati/NotiziarioISS2014-27-09-factsheet.pdf). E infatti il rapporto tra uomini e donne infetti è 3,5. Quindi su nove persone infette due sone femmine e sette sono maschi. Quelle due femmine nel 78% hanno contratto il virus da un uomo. I sette maschi nel 16% dei casi lo hanno contratto da una donna e nell’84% da un altro uomo.

Insomma, l’articolo è costruito per ripetere il solito mantra del preservativo che ci salva da tutti i mali. L’AIDS sarebbe una contingenza della vita come altre e l’unica soluzione efficace sarebbe avere rapporti protetti. Amen.

Sarà, ma io, al contrario di tanti, incluso il regnante pontefice, non ci credo. E se qualcuno a cui voglio bene volesse sapere la mia opinione non gli direi di fare quello che vuole basta che “si protegga”. Gli direi che il sesso promiscuo, fatto per gioco, per passatempo, per dipendenza o per moda non gratifica, non soddisfa e non porta lontano. Impedisce alle relazioni di crescere e imprigiona in storie che non evolvono.

Tra le altre cose espone anche al rischio di contrarre malattie. Tra le altre cose!

Gli direi che proteggersi è il contrario di fare l’amore. Quando ci si ama si sta nudi uno davanti all’altro. Indifesi. Con fiducia. Pronti a far penetrare l’altro nel cerchio più intimo di se stessi. Stupefatti al pensiero che quel gesto possa raggiungere lo scopo per cui esiste. Concepire un figlio. Forse anche spaventati, ma dopo, non durante.

Gli direi che se io e lui siamo vivi e ne parliamo è perchè qualcuno è stato umano fino in fondo. Cioè ha usato la testa, il cuore e tutto il corpo.

A tutti gli altri che venerano i preservativi auguro buona fortuna.
Ma nel mio cuore penso una cosa sola: Sfigati!

il peccato degli altri

Perchè è cosi difficile accettare la realtà del matrimonio? Del matrimonio senza aggettivi che lo neghino? Io credo perchè significa porsi il problema di come ciascuno di noi vive la sua sessualità. Abbiamo rimosso la natura procreativa del sesso. La contraccezione l’ha strappata via come fosse il peduncolo di un frutto, un’appendice che si infiamma.

Dietro il paravento dei diritti degli omosessuali ci sono i nostri peccati, le nostre infedeltà, le nostre perversioni.

Oh my god, ho usato due parole proibite nella stessa frase!