come una lucertola

ho capito una cosa.

quando vuoi bene ad una persona gli dài una parte di te, ma non ne senti la mancanza, perchè lui la custodisce e non la tiene per se, anzi in più ti dà anche un pezzettino suo.

quando quella persona se ne va, quella parte che gli hai dato se la porta via. magari non la butta, la conserva anche con cura, ma questo non toglie che tu non ce l’hai più e non sai che fine ha fatto.

sei monca, svuotata,
puoi solo aspettare che ricresca,
come la coda,
a una lucertola.

A Mimi che parla dei suoi sogni

A Mimi che parla dei suoi sogni

Mi chiedevo perchè non ti sognavo, se avesse un qualche significato.
ora di giorno sono inondata da questa marea senza orario che continuamente va a lambire la memoria, con forza e determinazione cieche.  è incessante. ritrovo detriti ovunque.  io li guardo, li guardo e li ripongo, sperando nel potere terapeutico dello sguardo.

La mattina però c’è un orario, tra l’ultimo attimo di sonno e lo spalancarsi della giornata, in cui sono impreparata. è lì che i ricordi peggiori mi colpiscono, alla nuca, è lì che mi accorgo che ti sto sognando.

lasciarti andare

mi inoculo le tue parole e lascio che agiscano una ad una. le ho girate e rigirate senza mai guardarle fisse. le ho nascoste sotto la coperta, le ho messe faccia a muro, fin ad ora. altrettante te ne dissi tempo fa. parole, quanto te ne puoi fidare? resto della mia opinione.  si deve usare ogni strumento, il tempo proprio per guardare e sentirsi, le liti per dirsi ciò che l’educazione impedirebbe di pronunziare, l’amore per spogliarsi e guardarsi nudi.  ma poi bisogna prendere un mattone e posarlo sopra il precedente, caricarselo sulle spalle e scegliere dove posarlo. che l’amore succeda è una verità incerta.

quanto stretti sto chiudendo gli occhi? ti sto addossando ogni colpa? sto dimenticando che mi sentivo stretta e annoiata?

vuoi andare altrove,
vai

sei stato onesto, come sempre
io sono sola