Il gergo dei poeti è questo: un lungo silenzio acceso dopo un lunghissimo bacio

sarà mezz’ora che ci siamo sentite e non mi hai detto niente, forse non lo sapevi o forse è per questo che mi hai chiamato, anche se poi abbiamo parlato di altro. lo leggo ora sul corriere, è morta alda merini, in ospedale,  a milano dove vivi tu. già prima non mi sentivo un granché, questi giorni sono stati così, con alti e bassi e tanti pensieri per la testa, ma ora ho una scusa facile per piangere. è un pianto per tutta la tristezza accumulata,  per l’incertezza, per le perdite, perché oggi è  il primo novembre e domani è la festa dei morti. non è un errore, a palermo è una festa, i bambini ricevono regali e per tradizione si prepara un cesto di biscotti e martorana. per me è sempre stata una festa, quest’anno… quest’anno no. questa notte ho sognato di essere a san diego, c’erano anche i miei nonni, tutti e due, come se vivessero lì. c’era anche antonio.

è morta alda merini, sull’edizione einaudi che avevo questi erano i versi in copertina. poco fa stavo andando a prenderla, ma non l’ho più, l’ho regalata, tanto tempo fa.

adelante adelante

Orfeo del Ròdope, prendendola per mano, ricevette l’ordine di non volgere indietro lo sguardo, finché non fosse uscito dalle valli dell’Averno; vano, se no, sarebbe stato il dono. In un silenzio di tomba s’inerpicano su per un sentiero scosceso, buio, immerso in una nebbia impenetrabile. E ormai non erano lontani dalla superficie della terra, quando, nel timore che lei non lo seguisse, ansioso di guardarla, l’innamorato Orfeo si volse: sùbito lei svanì nell’Averno; cercò, sì, tendendo le braccia, d’afferrarlo ed essere afferrata, ma null’altro strinse, ahimè, che l’aria sfuggente.

(Ovidio, Metamorfosi, X)

Non mi volterò indietro, se questo è l’unico modo,
non più.

bau…stelle?

Il singolo di Irene Grandi che ha venduto di più è Bruci La Città.
C’è di che esserne fieri!

L’ho “scoperto” per vie traverse. Monica Corrias insegna italiano a studenti stranieri che amano l’Italia e l’italiano e, a proposito del congiuntivo, suggerisce di ascoltare Sono come tu mi vuoi, nelle due interpretazioni  di Mina e di Irene Grandi. L’ho ascoltata, e pure La voce del silenzio e Prima di partire per un lungo viaggio che mi piace tantissimo, di Vasco.

E Bruci la città?
Una grande delusione, dalla prima volta che l’ho ascoltata:

Bruci la città
e crolli il grattacielo
rimani tu da solo,
nudo sul mio letto.

Wow, fantastico inizio!

Bruci la città

o viva nel terrore

Vabbè, un po’ eccessivo ma accettabile…

nel giro di due ore

se serve per la rima

svanisca tutto quanto

La forza del verso qui sta nella capacità evocativa del verbo,

svanica tutto il resto.

ma è immediatamente sciupata da quel “tutto il resto”.

E tutti quei ragazzi come te

Ed ecco il primo cambiamento di carattere del testo. Dal tono iperbolico e ribelle,

non hanno niente come te

ad uno drammatico e pietoso, sgradevole soprattutto la distanza tra “l’io”  e “tutti quei ragazzi” “come te”.

io non posso che ammirare

Perché li ammira? Che merito hanno, soffrire o far bene l’amore?

non posso non gridare

No, no, soffrire!

che ti stringo sul mio cuore
per proteggerti dal male
che vorrei poter cullare
il tuo dolore il tuo dolore.

Versi mielosi ma, tutto sommato,  coerenti.

Muoia sotto un tram

Torna Mister Hyde

più o meno tutto il mondo

“più o meno”, tanto a lei che gliene frega?

esplodano le stelle

Immagine piena di forza e dal respiro cosmico,

esploda tutto questo.

seguita da cosa?  Da “tutto questo”? Verso insulso!

Muoia quello che è altro

Variazione sul tema,

da noi due almeno per un poco
almeno per errore.

altre catastrofi invocate “per errore”, “per un poco”, all’incirca.

E tutti quei ragazzi come te

Ammesso che non siano morti anche loro.

Non hanno niente come te

Io vorrei darmi da fare

forse essere migliore

…”forse”, però. Neanche lei è convinta di quello che dice.

farti scudo col mio cuore

da catastrofi e paure

Ma qualpaure , quelle che ha appena invocato?

io non ho niente da fare

No comment!

questo è quello che so fare

Cioè?

Io non posso che adorare
non posso che leccare

Ah, ecco! Un ammiccamento volgare mancava proprio! Altrochè “essere migliore”,”darmi da fare”.

questo tuo profondo amore
questo tuo profondo
non posso che adorare
questo tuo profondo

E questo “profondo”, così, monco, che senso ha? Una licenza poetica!

Insomma cosa colpisce, a parte i disturbi di personalità dell’autore? Approssimazione, mancanza di fantasia e affermazioni contraddittorie.
Ci sono due buone idee, l’immagine dell’esplosione delle stelle e il verso iniziale neroniano, ma proprio la posizione  preminente del bruci fa risaltare la povertà del resto della canzone.

Promette tanto e delude di più.

sulla bellezza

Lascio riposare le parole per qualche istante, mi lascio il tempo di farle parlare più di quanto le risonanze di questi ultimi giorni vorrebbero.

Cosa dice della bellezza?

che è un dono, immensamente importante ma gratuito, inatteso.

e le altre parole che usa sono ricordovolgarità, attraente…

come agisce il desiderio nella visione della bellezza, l’amarsi,  il ricordo?

Mapplethorpe

“L’operazione che sta dietro al mondo figurativo e all’imagerie di
Robert Mapplethorpe è piuttosto trasparente: trasporre soggetti
omoerotici nel territorio eletto e squisitamente formale della
classicità, usare la natura morta come un genere allusivo, e infine
fare del nudo – indifferentemente maschile o femminile – una forma di
studio botanico.”
Altamira

Uno dei motivi di delusione del Guggenheim è stato sicuramente non
aver trovato l’unica mostra che volevo veramente vedere. Ma come mi ha
spiegato un’hostess dopo vario spiralico vagare “Robert Mapplethorne è
il nome della sala, ma la mostra non è tra le esibizioni permanenti!”
Ah, Sti … !!!
E infatti La Sala ospitava degli sfigatissimi pittori non solo dell’Europa Centrale ma vissuti per giunta tra le due guerre mondiali! In lacrime

Comunque, non divaghiamo. Tra i miei (siti) preferiti c’è la Robert Mapplethorpe Foundation
e ogni tanto vado a dare un occhiata per controllare che sia tutto a
posto, il sito sia ancora lì, nessuno abbia deciso che bisogna pagare
per guardare le foto e così via.

Oggi, sorpresa!
Qualche pagina nuova con esibizioni on line e soprattutto una foto che non conoscevo.
Ma una di quelle belle!
L’operazione sarà pure trasparente, come dice Altamira, ma io continuo ad emozionarmi.
Quello che mi colpisce è la capacità evocativa perchè voler fare certe cose o spiegarle è un conto, realizzarle…

Salvando l’immagine si scopre che è una “NYC Contemp Ballet1980” ma
prima di saperlo avevo già pensato ad un’altra immagine di Hugo Glendinning e ad un altro dei
miei amori giovanili, ma questa è un’altra storia… e si dovrà raccontare un’altra volta.