Laici di serie B

Ezio Mauro pubblicherà le foto del Circo Massimo sabato 30 Gennaio?

Se c’è un fatto chiaro sul Family Day è che questa è una azione partita, organizzata e sostenuta anche finanziariamente da LAICI. I vescovi, tranne qualcuno, si sono accodati tardi, quasi fuori tempo massimo.

mauro

Repubblica 28 gennaio 2016 – Unioni civili, l’assenza dei laici – Ezio Mauro

Preferisco la definizione di laici come di battezzati non consacrati, ma pur sempre membra del Corpo di Cristo che è la Chiesa. In questo caso però mi sta bene anche la definizione di Mauro come di chi dà “testimonianza di un sentimento civile e costituzionale consapevole di sé e dei suoi valori, capace di distinguere le competenze della Repubblica e quelle della Chiesa, sapendo che le visioni del mondo, per quanto nobili e alte, debbono ispirare e muovere i cittadini, non lo Stato.”

Condivido in pieno, tranne quell’ultimo inciso: “i cittadini, non lo stato”.

Ecco, io ho un paio di domande: quanto è vuota questa parola, cittadini,  se lo stato è un’entità apparentemente separata su cui il cittadino non può incidere? Possono i cittadini tramite le leggi,impedire i crimini, difendere i deboli? Rientra questo nel loro raggio di azione?

Seconda domanda: i cristiani sono cittadini italiani?

Pensavo e penso ancora che in questo paese in cui ogni opinione è lecita la mia vale quanto quella di chiunque altro, non solo nel chiuso della mia coscienza, dove non serve a niente, ma anche in piazza, sui giornali, e quando voto.

Perché se credo che la droga provochi un danno a chi la assume io da cittadina mi oppongo alla sua legalizzazione. Se credo che il furto sia un male oggettivo, non do la patente ai ladri perché tanto in altri paesi è lecito rubare. Se credo che l’aborto, la procreazione assistita, l’eutanasia e il riconoscimento pubblico delle unioni omosessuali, con tutto quello che esso implica per i figli, danneggino le persone, io nella società in cui vivo, non li avallo e, se posso, li oppongo.

Un uomo che abbia rispetto per le donne può forse limitarsi a trattare con rispetto le donne che conosce ma accettare leggi che permettano l’insulto, lo sfruttamento o lo stupro in nome del pluralismo?

Qui non si parla di leggi confessionali. Come dice Mauro, un politico, “dovrà sapere che è chiamato dai cittadini, e non dalla Chiesa, a scrivere un’altra legge, quella degli uomini per gli uomini, in nome della Repubblica e all’ombra di una terza legge che tutti tutela e in cui il Paese si riconosce, che è la Costituzione”. Non potrei essere più d’accordo. Io sono una di quei cittadini a cui i politici devono rendere conto. Io sono una di quei cittadini che ha letto le discussioni della costituente sull’articolo 29 ed è riconoscente ai padre costituenti per avere scritto quell’articolo in quel modo.

E non rinuncio a dire pubblicamente quello in cui credo perchè non sono una dissociata che vive a scompartimenti stagni. La mia fede non è una adesione cieca ad una legge divina, no. È una adesione libera e ragionata ad uno sguardo (divino) sul mondo. Cristo ha distrutto la Legge.

Quando Mauro si augura che un parlamentare “decida tenendo conto di tutto questo e non soltanto della legge divina, nell’autonomia della sua ragione di libero cittadino parlamentare, libero prima di tutto da ogni vincolo di mandato, anche confessionale” io concordo con lui. Anche io mi auguro che i parlamentari decidano sulla base di convinzioni radicate e ragionate. Anzi, vado più in là, io sono convinta che normalmente i parlamentari e i cittadini chiamati al voto decidono cosi. Decidono in base a quello in cui credono veramente. Quando votano leggi abortiste, per esempio, non lo fanno per rispettare la libertà altrui. Lo fanno perchè in qualche modo concordano con quella visione “altrui”: o sono intimamente convinti che l’aborto tutto sommato non sia un male e tantomeno il male più grave che si possa infliggere ad un essere umano, privarlo della vita, o non riconoscono che quel nascituro sia un essere umano come loro ma solo il famoso grumo di cellule o un organo del corpo della donna.

Quello che io mi auguro per i parlamentari e per le persone che amo è che veramente la mettano alla prova questa coscienza. Veramente abbiano l’umiltà di confrontarsi con il Vangelo (vedi alla voce divorzio) e con il Magistero. Veramente invochino la grazia di Dio nella preghiera per capire ed abbracciare ciò che il cuore avvelenato dal peccato non sa più riconoscere come vero, bello e gioioso.

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I padri costituenti: santi, scrittori e legislatori 1, Calosso

Calosso. […] Vedo la prima frase del presente «titolo» che dice: «La famiglia è una società naturale». Io ho indovinato, dai discorsi che ho udito, che fra i giuristi ci deve essere una vecchia questione intorno a ciò, anche forse delle vecchie ruggini, che non ho bene afferrato in che cosa consistano.

Ho ad ogni modo compreso che c’è, comunque, un lato della famiglia che è uguale a quello del regno animale; che è uguale, per esempio, a quello dei colombi che fanno all’amore in modo così tenero, che hanno abolito il divorzio (Si ride); o a quello dei gatti, dei conigli, ecc. Ho visto una volta una gatta che era un’educatrice meravigliosa; essa allevava i suoi figli, giocava con loro, li scompaginava improvvisamente, poi ritornava riservata come al solito e si ritirava nei suoi appartamenti.

Certo, anche il regno animale è una cosa importante; ma non sono riuscito a comprendere tanto entusiasmo da parte democristiana per questa formula animale.

Contro questa formula stanno quelli che vorrebbero il predominio dello Stato: e sono le sinistre. Ed anche questo mi ha meravigliato, perché, da questa parte, noi socialisti, noi cioè che amiamo Marx perché lo riteniamo una pietra miliare nella storia del socialismo, siamo, come egli era, antistatalisti al cento per cento: Marx pensava infatti che lo Stato sia un male che un giorno si dovrà eliminare.

Comunque, come dobbiamo impostare il problema? Questo è il quesito. Sperimentalmente, grossolanamente, la dittatura fascista, cioè quella che abbiamo avuto fra i piedi, quali tare ha messo in luce nella famiglia italiana praticamente? Questo è tutto.

Ora, mi pare evidente, il fascismo ha fatto la campagna demografica, ha ridotto la famiglia a conigliera, ha messo la donna in cucina, ha cercato di dare dei poteri di primato ai duci domestici, a noi uomini cioè che sostiamo dopo il pranzo con lo stuzzicadenti in bocca e che fascisticamente, per le strade, con passo imperatorio che tutto il mondo ci invidia, seguiamo le donne, siamo l’unico popolo europeo civile che faccia questo. La gelosia, noi siamo, con gli spagnoli, i soli ad averla in questo grado; anche negli ammazzamenti di donne siamo famosi e siamo così appassionati che ci dimentichiamo di uccidere prima noi stessi: perché l’uomo appassionato dovrebbe prima uccidere se stesso e poi sua moglie. (Si ride).

E poi chi uccide dice: assolvetemi, perché sono un uomo appassionato. Io invece, se ci fosse la forca, la darei a uomini simili.

Ma questo lato della nostra famiglia, che tutto il mondo critica — e noi non ne abbiamo sentore perché in Italia non si proiettano i film americani che mettono in luce questo lato di cui siamo tristemente famosi — è stato precisamente il lato che il fascismo ha sottolineato, conferendogli anzi un senso di orgoglio patriottico. Come rimediare a questo fatto? C’è il rimedio reale che non può essere dato che da una riforma sociale, che tolga la miseria. Ma non è questo il punto in questa discussione. Non possiamo fare una rivoluzione per decreto.

Rimaniamo nel campo politico e giuridico in cui si muove la Costituzione.

Che cosa si può fare? Un oratore democristiano, l’onorevole Avanzini, molto bene ieri disse: «Per omaggio ai socialisti e alla sinistra, io tratterò il problema non da un punto di vista cristiano, ma solo da un punto di vista civile». Io tendo ugualmente, per un atto di omaggio, a mettere il problema in termini cristiani, anziché socialisti.

Noi socialisti abbiamo detto tante volte: siamo disposti a rimanere nei limiti di un cattolicesimo manzoniano, sia quelli di noi che sono cattolici, sia quelli che non hanno una fede positiva e non credono nel Dio trascendente. Se per caso mi scappasse dalle labbra qualche cosa che non è nei limiti di un cattolicesimo manzoniano, vi prego di avvertirmi ed io subito tacerò. Non ho capito perché voi, amici democristiani, di questo senso di familiarità conigliesca, che il fascismo ha esagerato e che abbiamo un po’ nel sangue, non ne avete abbastanza. Non è vero che le cose buone, esagerandole, rimangano buone. L’abate Muratori ha scritto un libro contro il culto esagerato di Maria Vergine, perché non si deve esagerare nulla. Così per la maternità. Le esagerazioni del senso della maternità hanno per effetto una degenerazione della maternità.

Non riesco a capire come voi non ne abbiate abbastanza di questo senso familiare conigliesco che il fascismo ha messo in auge, quasi come se noi avessimo in questo campo un primato. Non è vero! Tutti e tre i popoli alleati che abbiamo avuto in casa, sono immensamente superiori a noi in questo punto. Gli Americani e gli Inglesi hanno una moralità famigliare freschissima, l’adulterio è guardato con rigore, la donna rispettata. Anche i Russi. Guardate il popolo russo che molti credono un popolo degenerato. Ora, da testimonianze assolutamente obiettive, come quella di Lord Webb e di sua moglie, che ha scritto un libro in materia, sul modo di essere della famiglia e dell’amore in Russia, si potrebbe dire che là esiste una vita quasi puritana.

Dice Lord Webb che in Russia la libertà dei contatti fra i sessi è meravigliosa. Il severo contegno, che è naturalmente connesso con la libertà, la onesta fraternità dei giovani che vanno al lavoro e quella fra gli studenti, costituiscono un bellissimo quadro. Questo secondo il resoconto di individui che non sono affatto dei filocomunisti. Qualcuno potrebbe credere che in Arabia, dove si chiudono le donne, la famiglia vada meglio, perché si è sicuri della fedeltà, essendo le donne chiuse a chiave.

Non credo che sia questo ciò a cui vogliamo arrivare. Che cosa si può fare, anziché insistere in questo senso esagerato della famiglia, per cui persino la Santa Trinità in Italia è stata quasi dimenticata e sostituita con un’altra Trinità, che è la Sacra Famiglia? Che cosa si può fare? I rimedi decisivi sarebbero quelli economici e sociali. Ma fin d’ora io direi che sarebbe bene dare molta importanza alla donna e alla famiglia, come ha detto ieri molto bene nel suo discorso la signorina onorevole Rossi. Dare importanza alla donna, perché — ella ha detto una ragione giustissima — l’esperienza ci dimostra che quando la madre vive ed il padre è morto, la famiglia rimane in piedi lo stesso; mentre quando l’uomo rimane vedovo tutto va a catafascio. D’altra parte, chi di noi può negare che, in media, la donna è più virtuosa di noi e più coraggiosa? È un fatto che la donna è più coraggiosa. In casa, quando noi abbiamo un malore, un mal di denti, un mal di capo — almeno a me succede così — diamo noia a tutti, vogliamo essere coccolati; invece la donna sopporta questi mali senza farsene accorgere. Perché? Perché è più coraggiosa. Vi è chi dice che la donna sia meno coraggiosa perché non ama fare la guerra. Questo è un atto di intelligenza e non di poco coraggio. La donna non vuole rischiare la vita e soprattutto farla rischiare ai suoi figliuoli per avere tutto distrutto. Ma quando deve rischiare la vita per creare un’altra vita, il coraggio non le manca. Credo che la Provvidenza abbia fatto molto bene ad assegnare a lei questo compito, perché se lo avesse assegnato a noi l’umanità sarebbe finita.

Anche la donna frivola è in genere più seria dell’uomo. Non credo che la donna più frivola abbia mai dato un pizzicotto in tranvai ad un uomo. Anche la donna delinquente è spesso più nobile dell’uomo delinquente; guardate Maria Pasquinelli: ha commesso un grave delitto, per cui giustamente è stata condannata a morte. Ha ucciso un uomo, così, in un’atmosfera di nazionalismo esasperato. Fintanto che si è trovata in un’atmosfera esasperata di uomini che rimpiangono di non poter fare in Jugoslavia quello che gli jugoslavi stanno facendo a noi, lei si è eccitata ed ha sparato. Ha colpito purtroppo proprio l’individuo che probabilmente era un grande amico dell’Italia, perché suo padre era morto sul fronte italiano, e noi a Londra abbiamo visto che il gruppo degli inglesi che ci difendeva, e sui giornali e nelle riunioni pubbliche, era proprio questa tribù degli ex combattenti in Italia. Ma appena è stata sola, appena non è stata più avvolta dai gruppi di uomini nazionalisti, si è trovata solo donna ed ha tenuto un contegno meraviglioso di forza: non ha voluto chiedere né la grazia, né l’appello. È chiaro che, pur esecrando il suo delitto, una donna simile si imponga alla nostra riverenza.

Non riesco a vedere perché la donna sia inferiore all’uomo, anzi per quello che ho detto mi parrebbe che sia superiore. Non in tutto, è vero: nel campo filosofico, per esempio, non è certo eguale all’uomo. Ma la donna è superiore all’uomo nella vita pratica e morale. A noi qui poco interessa che la donna non sia fatta per la filosofia. Ma in campo pratico, dato che la donna in Italia è stata sempre ritenuta inferiore, non sarebbe poi male se, dovendo creare un primus inter pares, si creasse una prima inter pares.

C’è un articolo, non so se in questo Titolo o in un altro, che dice che la donna è essenzialmente dedicata alla funzione familiare. Ma perché «essenzialmente»? Non riesco a capirlo.

È ancora da questa parte (Accenna al centro) che viene questa tendenza poco cortese verso la donna. Ora, il Cristianesimo — amici miei, ho detto che voglio mettermi dalla vostra, pur essendo incredulo nella religione positiva — che cosa è stato? Ha preso la donna ritenuta inferiore ed ha rivelato che è pari all’uomo perché ha una coscienza. Ha dato alla famiglia importanza, ma non suprema, e ha detto al momento opportuno: io sono venuto a separare marito da moglie, madre da figlio. Questo è il messaggio cristiano, cioè la coscienza prima della famiglia.

In pratica quelle vergini, quelle martiri che si adorano…

Una voce al centro. Si venerano!

Calosso. Bene, si venerano. Ho detto si adorano? Mi sono sbagliato, perché in certe cerimonie vi sono delle abitudini popolari che mi sembrano di adorazione. Ricordo che al mio paese c’era un Sant’Espedito, al quale si faceva onore in modi che mi avevano dato l’impressione della vera adorazione. Ma evidentemente anche i fedeli che agiscono in quel modo non adorano: ne prendo atto. Quello che ho visto io non era adorazione. (Interruzioni).

Dicevo che in pratica, queste vergini, queste martiri che si venerano, non erano mica dei colli torti: erano le fondatrici di cellule dei primi secoli (Interruzioni); erano delle partigiane di quell’epoca; erano delle donne forti che si mangerebbero in insalata duecento arcivescovi moderni. (Interruzioni).

Donne forti dunque, donne come ci sono in quest’aula, dove abbondano: questa è la realtà.

Il messaggio cristiano dice che è meglio non sposarsi. Il matrimonio è un’ottima cosa, ma non è cosa che tenga il primo posto: prima c’è la coscienza.

L’onorevole Merlin, che non so se sia ora presente, fece tra l’altro l’elogio della famiglia romana. Roma a suo parere decadde quando perse il senso della famiglia, quando trascurò il culto dei penati.

Manzoni è contro questa tesi. C’è una pagina del Manzoni nelle così dette Opere inedite, dove commenta la storia romana di un francese, il gesuita Rollin. Manzoni non amava molto i gesuiti e scrisse contro di loro una durissima lettera, dove disse con spavento che in Francia c’erano non so quante case dei Gesuiti, e altrove aborrì la confusione fra politica e religione. Io sono d’accordo col Manzoni. Il buon Rollin, gesuita, naturalmente pensa che il senso della famiglia dei romani era una buona cosa: la famiglia, i penati; ma dimentica una sola piccola cosa, che c’è stata la rivoluzione cristiana che ha sgominato questi sentimenti pagani, e allora il Manzoni commenta negando la famiglia e la legge romana.

Se la legge romana è buona, il magistrato, che legalmente condannò i martiri, era buono. Tutto il pensiero del Manzoni è questo, che ciò che di meglio c’è in Roma antica è cattivo: l’ateo era migliore del buon credente pagano, perché l’ateo era più vicino alla conversione.

A suo parere nel paganesimo romano tutto è cattivo, Cincinnato non meno di Cesare. Anche i Cincinnati e i Fabrizi sono gente che si astiene dai vizi e dalla crapula soltanto per orgoglio.

L’onorevole Merlin è cristiano: non ho capito quello che poteva ricavare dall’esaltazione della famiglia romana, almeno manzonianamente.

E verso i figli, lo stesso. Cosa deve fare la legislazione? Dove deve tendere la Costituente? Una lenta azione, non solo con le leggi, ma anche con tutto il costume; ed anche i nostri discorsi qui dentro devono seguire la nuova strada.

A cosa si deve portare il figliolo? Non a stare addossato alla madre, ma a dargli maggior autonomia. A questo si deve tendere in un Paese dove questa autonomia è poco sentita, dove il padre tende a mettere le manacce sul figlio e la madre tende al coccolamento.

Io domando al medico onorevole Marconi, che è buon cristiano: quale è il primo atto della maternità? È un atto di distacco ombelicale (Si ride). Questo è simbolico. Tutto il sistema dell’educazione della famiglia deve tendere a dare al figlio una autonomia; deve propugnare un rispetto reciproco fra figlio e madre, concetto che è poco chiaro nella nostra educazione. L’affetto spesso agisce come ricatto.

L’ideale dovrebbe essere di portare il rapporto fra madre e figlio a quel tipo di amicizia obiettiva, che c’è tra figlio e padre; se no, nascono quelle forme morbose e quei complessi freudiani, che portano al disastro il carattere italiano. Questa è la verità; nessuno può negarla; tutti lo sappiamo; eppure, una forma di ipocrisia, ci conduce a trattare il problema famigliare senza castità e senza pudore. […]

(Il 22 aprile 1947, nella seduta antimeridiana, l’Assemblea Costituente prosegue la discussione generale del Titolo secondo della Parte prima del progetto di Costituzione: «Rapporti etico-sociali».)

da nascitacostituzione.it/ articolo 29 – 22 aprile 1947

matrimonio

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il peccato degli altri

Perchè è cosi difficile accettare la realtà del matrimonio? Del matrimonio senza aggettivi che lo neghino? Io credo perchè significa porsi il problema di come ciascuno di noi vive la sua sessualità. Abbiamo rimosso la natura procreativa del sesso. La contraccezione l’ha strappata via come fosse il peduncolo di un frutto, un’appendice che si infiamma.

Dietro il paravento dei diritti degli omosessuali ci sono i nostri peccati, le nostre infedeltà, le nostre perversioni.

Oh my god, ho usato due parole proibite nella stessa frase!

Not Sentiment, Prejudice, or Tradition: Exploring the Nature of Marriage

It is much easier to ridicule who disagrees with us, or to call him obtuse or ignorant than actually discuss. But if you really thirst for answers you will get there. I opposed some answers for long, but now that I stopped fighting they shine in beauty and sense.
Not Sentiment, Prejudice, or Tradition: Exploring the Nature of Marriage

ultrà cattolica, omofoba e fascista

Secondo il Corriere io sono un’ultrà cattolica; un’omofoba e fascista per molti altri giornali.

Perchè? Perchè penso che il DDL Scalfarotto-Leone che introduce il reato di opinione in Italia sull’omofobia sia pericoloso.

Questo progetto di legge prevede che io non possa dire pubblicamente che ogni essere umano ha diritto ad un padre e ad una madre.

Non potrò affermare quello che è scritto nella Costituzione Italiana e cioè che la famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio.

Perchè non potrò affermarlo? Perchè il reato di opinione è intrinsecamente mal definito. Non importa che io non compia o non istighi alla violenza, non importa che io manifesti silenziosamente, pacificamente con un libro in mano. Non importa che io sia un vecchio, un padre con una bambina in braccio, una ragazza o una donna in piedi, in una piazza cittadina o in un social network. Ciascuna mia affermazione potrà essere interpretate come incitazione all’odio, come omofobia, cioè avversione per l’omosessualità. E potrà essere punito con un anno e mezzo di prigione, secondo l’arbitrio di un giudice a cui è stato dato il potere di confondere un’opinione con un reato, che essa sia moralmente condivisibile o no.

E questo avviene già adesso. È avvenuto ieri in 100 citta italiane dove diecimila persone si sono riunite decorosamente e sono state aggredite fisicamente da chi si professa in difesa di tutte le libertà. Sono state chiamate fasciste da chi voleva impedire loro di manifestare. Sono state accusate da Saviano, piu raffinatamente, di “forte violenza culturale”.

http://video.corriere.it/video-embed/98082a12-4d31-11e4-a2e1-2c9bacd0f304

Caro Saviano, le idee violente hanno bisogno di due cose per imporsi: la forza fisica e il disinteresse, la superficialità di chi dice “che c’è di male?”. Ebbene per sapere che male c’è bisogna ascoltare non le storie di chi vuole un figlio, ma le storie di questi figli voluti nonostante tutto. E oggi ce ne è già tante, perchè la fecondazione in vitro eterologa e l’affido a coppie omosessuali sono legali già da molti anni in paesi considerati evoluti. Si chieda a quei bambini, oggi uomini e donne, cosa è violenza e cosa è amore. Si leggano le loro storie. Io l’ho fatto. Non ho stabilito in un giorno o con leggerezza da che parte stare.

Le idee che le Sentinelle e Manif Pour Tous difendono suscitano odio perchè, benchè prive di armi, insulti e oscenità, sono ragionevoli, hanno una corrispondenza nella verità dell’uomo. Perchè sono non gli appartenenti ai centri sociali a scendere in piazza per difenderle, ma i vecchi e i genitori, quelli che normalmente non manifestano. Se fossero stupide, banali o semplicemente accidentali, espressione dei tempi e della cultura, durerebbero un giorno e nessuno ci spenderebbe tanta energia.

La mia idea “violenta” è che l’essere umano non debba essere un oggetto di produzione, non debba essere scartato quando è “difettoso”, non debba essere prodotto per fornire un organo, una cura per una malattia.

La mia idea “violenta” è che le donne e gli uomini e i loro organi non possano essere usati come macchine riproduttive, fornitori di sperma ed ovuli o persino del proprio corpo, utero compreso. Che ogni uomo e ogni donna siano chiamati a generare ed educare figli in un patto di vita stabile ed esclusivo, non venderli, non darli, non abbandonarli.

È vero, questo non sempre succede. I figli non sempre sono voluti. Figli sono generati anche nello stupro e nella violenza, nella superficialità. Perchè capitano. Sono abbandonati e sono venduti illegalmente. Ma l’abuso non deve diventare diritto. E non si deve confondere chi dà ad un bambino abbandonato od orfano una famiglia con chi produce volontariamente bambini privi di padre o di madre per soddisfare il proprio desiderio di paternità o maternità.

No, non credo che si debbano mettere al mondo figli se si è single. Non credo che un bambino debba volontariamente essere privato di una delle due figure genitoriali. Qui c’è in gioco molto più che la possibilità di amare chi si vuole, c’è in gioco la dignità di ciascuna persona, omo o etero poco importa.

Oggi sono ancora libera di dirlo. Domani, non so.

diamanti e letame: sulle medicine

John Diamond, il nome è citato un paio di volte nel libro di Rose Shapiro Suckers: How Alternative Medicine Makes Fools of Us All (Come la medicina alternativa ci frega tutti) ma, ironia della sorte, oggi facendo una ricerca su di lui trovo Life Energy: Unlocking the Hidden Power of Your Emotions to Achieve Total Well-Being e Snake oil and other preoccupations. La pagina di disambiguazione di Wikipedia chiarisce che L’olio di serpente è effettivamente un libro postumo sulla ciarlataneria delle cosiddette medicine complementari e alternative mentre l’energia vitale e il potere delle emozioni per vivere un totale benessere è stato scritto da un “dottore” americano fondatore della chinesiologia applicata, una branca della chiropratica.

Le recensioni che trovo su Amazon, sono come sempre entusiastiche su entrambi i fronti. Come dice mio fratello, leggiamo quello di cui siamo già parzialmente o totalmente convinti; quello che vogliamo sentirci dire. E allora, mi dico, questa volta leggerò questo testo fondamentale sul legame tra agopuntura ed emozioni. Sfortunatamente la biblioteca del trinity possiede soltanto il libro precedente dell’autore: your body doesn’t lie (il tuo corpo non mente) e allora mi dirigo su quello.

Prima di ordinarlo leggo qualche recensione e una è veramente illuminante:

Hi, this book is a pretty good little manual on the theory and practice of muscle testing. Christians needn’t fear for their souls if they read and practice this stuff–kinesiology is akin to any of the energy medicine practices, include the pulse reading of Chinese and Indian health practitioners, acupuncture, acupressure, jin shin jitsu, and on and on.

Whether something has been “proved” or not is not the point, it’s whether the techniques are helpful to a person’s health. Kinesiology can help balance the system, strengthen muscle imbalances, determine if certain foods or drugs are helpful or harmful to the person’s condition, and so forth. Folk wisdom advises us to judge a person by the fruits of the actions, not their words.

We can be blinded by religion equally as well as by science.

The writer may be trying to strengthen his argument with his thymus theories; this is beside the point.

If you’re interested in this path, try it–if it doesn’t help you, it certainly won’t harm you. I’m instantly on guard when people start to quote scripture. I’d certainly encourage people to buy and use this book as a helpful home health adjunct.

I miei commenti? Per ora mi astengo. Ma il grassetto l’ho aggiunto io.