l’occhio

Forma forma forma
Quello che mi manca per ora è anche forma
Ogni mattina mi sveglio e scopro cosa è successo ieri
Che solo il sonno mi dà quel po’ di distanza per accorgermene.

La terra frana e io corro spaventata vedendo ombre intorno e vuoto davanti
Ad ogni zolla in cui riesco a posare il piede chiedo riposo e minuti
Ma la metà sono spesi per guardare il panorama  di contorno
Indietro nero, divorato, inghiottito
Avanti insensato
Qualche momento e poi il tempo a superarlo

È questo che non ti perdono
Di avere fatto franare la terra.

Oggi ho bisogno di fermarmi, di restare
Di raccogliere le mie cose per giocarci un po’
Tutte queste tessere che ho scavato nella terra con le mani
In questi giorni di frenesia e di panico.

La confusione del mondo delle persone delle parole
Ognuno con le sue vite e i suoi assi intorno a cui ruotare
E allora cerco di parlare
Chiudere gli occhi per non vedere le viscere
E Parlare anch’io, sembra così facile.
E tutto quello che è nascosto, contenuto da panciere di nervi e muscoli
Si rovescia
Non abbastanza, non abbastanza da cadere e perderlo per strada,
solo per allentare la tensione e per lasciarsi guardare ad occhi aperti.

Le tessere dicevo e il silenzio
Se non rispondo al tuo messaggio è per questo
Perché vorrei parlare con te
Lasciarti vedere quello che forse non ti interessa, forse si
I balletti, minuetti, corteggiamenti e ipocrisie li lascio ad altri, altre.

Mi chiedo cosa vedete quando mi guardate

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Il gergo dei poeti è questo: un lungo silenzio acceso dopo un lunghissimo bacio

sarà mezz’ora che ci siamo sentite e non mi hai detto niente, forse non lo sapevi o forse è per questo che mi hai chiamato, anche se poi abbiamo parlato di altro. lo leggo ora sul corriere, è morta alda merini, in ospedale,  a milano dove vivi tu. già prima non mi sentivo un granché, questi giorni sono stati così, con alti e bassi e tanti pensieri per la testa, ma ora ho una scusa facile per piangere. è un pianto per tutta la tristezza accumulata,  per l’incertezza, per le perdite, perché oggi è  il primo novembre e domani è la festa dei morti. non è un errore, a palermo è una festa, i bambini ricevono regali e per tradizione si prepara un cesto di biscotti e martorana. per me è sempre stata una festa, quest’anno… quest’anno no. questa notte ho sognato di essere a san diego, c’erano anche i miei nonni, tutti e due, come se vivessero lì. c’era anche antonio.

è morta alda merini, sull’edizione einaudi che avevo questi erano i versi in copertina. poco fa stavo andando a prenderla, ma non l’ho più, l’ho regalata, tanto tempo fa.