il principio dello struzzo: non so quindi mi fido

Che si tratti di medicina alternativa o di ogm il principio è lo stesso: fa più paura quello che si conosce di quello che si ignora.

Da un lato c’è la sana e intrinsecamente scientifica consapevolezza di non possedere una conoscenza definitiva sul mondo e sulla natura, dall’altro si preferisce affrontare l’ansia che questo produce con una sorta di pensiero magico. Meglio non addentrarsi, meglio non cercare di approfondire.

Ma cosa c’è di più naturale per l’uomo se non usare la sua inteligenza, le sue mani, i suoi occhi per soddisfare la curiosità e modificare se stesso e quanto gli sta intorno?

Oggi sul funzionamento e sugli effetti dei medicinali in commercio sappiamo mille volte di più che su erbe, omeopatia e manipolazioni chiropratiche. Eppure sui medicinali si continuano a fare test in base alla sempre crescente conoscenza del corpo umano. Ed è cosi che medicine in uso per anni vengono ritirate e sostituite da altre più efficaci o con effetti collaterali minori.

Che informazioni affidabili abbiamo sulle medicine alternative? A parte il consiglio dell’amico che ha provato l’una o l’altra? Nessuna riguardo quelle che rifiutano di essere testate; che non funzionano o hanno blandi effetti quelle su cui è stato fatto uno studio rigoroso, (link fantastico!) .

Lo stesso vale per gli ogm. Edoardo Boncinelli lo dice in una battuta: “Un gene non fa primavera. Fa il suo prodotto punto e basta. Nelle epoche passate invece si sono incrociati organismi per fare frumento, mais, ciliegie, pecore e cani. E lì sì che sono stati mischiati a caso migliaia di geni. C’è solo una differenza tra quegli interventi e quelli attuali: oggi si agisce su un gene per volta e a ragion veduta, mentre prima si modificavano tantissimi geni senza avere idea dei loro effetti”.

E alla domanda se ci sono rischi inattesi per la salute tipo la produzione di allergeni inaspettati, risponde:

Inattesi no. Semmai il contrario. Perché oggi si sa esattamente quali proteine allergeniche producono i geni che si utilizzano. Così si può controllare in modo totale i possibili allergeni e gli altri agenti tossici”.

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strenne post-natalizie

Altri libri che vorrei comprare, e leggere!

  • Jacques Le Goff, Lo sterco del diavolo
  • Semir Zeki, Splendori e miserie del cervello
  • Mark Bekoff, La vita emozionale degli animali
  • Danilo Mainardi, Il cane secondo me
  • Nikolaus Heidelbach, Cosa fanno le bambine?

più esami per tutti: lingua, math e giornali

Ho scaricato dal Corriere la prova di matematica per gli esami di scuola media e ho scoperto che è scritta in plain language. Una volta tanto!

A quanto pare professori e ragazzi si sono lamentati della difficoltà e questo non giunge inaspettato. Io non posso valutare tecnicamente l’esame, ma mi sembra che le domande facessero leva soprattutto sulla capacità di ragionare e di uscire dagli schemi.

Il corriere riporta la lamentela per cui “non si poteva usare la calcolatrice”, ma le possibili risposte al test mostravano chiaramente che non era la precisione del calcolo ad essere richiesta, ma la capacità di assegnare un valore ai numeri, di disporli in ordine crescente, di capire quali risposte erano certamente sbagliate. Insomma, si capisce perchè i professori si siano lamentati, sono loro che dovrebbero coltivare la fantasia, impedire che i ragazzini siano incastrati negli schemi, mostrar loro la varietà e bellezza del mondo.

A me è sembrato un esame stimolante, vorrei dire divertente. Si può? :)
Le domande erano tante, ma mica bisognava rispondere a tutte. Una buona risposta, ad uno dei quesiti aperti, valeva per dieci risposte (corrette) a domande banali.

ps

rileggendo con più calma l’articolo del corriere, pieno di errori e refusi, mi accorgo che

  • Il test Invalsi, cioè il test proposto, è realizzato secondo criteri internazionali. Questo probabilmente spiega l’adozione del plain language.
  • Le risposte degli studenti saranno valutate secondo una griglia, interessante quasi quanto il test, per assicurare una valutazione il più possibile oggettiva tra le varie commissioni.
  • Il ministro Gelmini ritiene che l’esame così fatto contribuisca a garantire una preparazione più seria. Io non parlerei di serietà. Di utilità, piuttosto, ed efficacia.

pensieri irriverenti… ovvero un post per ingegneri

“254          Insieme e parti Dio non dispone delle parti in vista di un insieme. Non ne ha bisogno. Quando vuole un insieme, egli pone l’insieme. Ma ponendolo, pone necessariamente anche le parti. Ma egli vuole anche le parti, ogni parte in se stessa, e nella stessa misura dell’insieme. Miracolo della composizione su molteplici piani. Miracolo imitato nell’arte suprema. Mistero senza fondo. Questa imitazione costituisce l’arte.

Ma è normale che leggendo Simone Weil io pensi all’equilibrio di un sistema di corpi? al fatto che debba sussistere globalmente, tra forze e reazioni esterne, e localmente, in ogni asta, in ogni nodo, in ogni punto, tra sollecitazioni ed azioni?

sinceramente non credo…