il problema non è cancellare tutte le fedi

E qui c’è l’articolo di Rodolfo Casadei su Tempi.
Esattamente quello che cercavo di scrivere in un post precedente, ma in modo molto più lucido e circostanziato.

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Questa o quella per me pari sono?

Ieri, strage a Parigi nella redazione di Charlie Hebdo. Per me primo giorno dopo le vacanze di Natale. Ritorno a casa, cerco di ritrovarmi. Appena svegliata leggo la Bussola, sfoglio Facebook, apro IBreviary per le letture di oggi e trovo questo:

Screenshot_2015-01-09-09-40-47Il Corriere pubblica le vignette blasfeme contro il profeta, e le vignette blasfeme e basta.

Luigi Santambrogio lo spiega bene:

Mais oui, adesso è un po’ più chiaro: a Charlie le religioni, tutte le religioni, non sono mai state simpatiche. Le considera l’origine d’ogni male e di ogni violenza: per questo pigliava per i i fondelli Allah, ma anche il Papa, i Santi e la Chiesa cattolica. Dopo aver visto qualche vignetta del settimanale, difficile andare in piazza con quei cartelli. Non c’è bisogno di essere feroci anticlericali per condannare la strage e gli assassini dei terroristi islamici. Non occorre bestemmiare Dio, raffigurare il Papa che amoreggia con un gay, o la Madonna a gambe aperte mentre partorisce Gesù Bambino o farsi quattro risate con lo Spirito Santo che sodomizza Gesù Crocifisso con tanto di buchi su mani e piedi che a sua volta possiede da dietro il Padre Eterno con la lingua di fuori. Questa era la satira di Charlie: le vignette contro l’islam non hanno mai avuto la stessa virulenza. […]
Ma Charlie non faceva distinzioni, certo era islamofobo, ma con quelle credenziali anti cattoliche tutto gli era concesso. La sinistra era con lui alla crociata contro il «totalitarismo religioso», come ricorda Mauro citando Rushdie.

Ma a non fare distinzioni sono in molti. Sono le religioni ad essere sotto accusa, non l’Islam. Anzi, come dice Umberto Eco, le religioni del libro:

Anche la fatwa contro Salman Rushdie, per i suoi Versi satanici , era legata a un romanzo… E non era certo una novità. Gli uomini si sono sempre massacrati per un libro: la Bibbia contro il Corano, il Vangelo contro la Bibbia eccetera. Le grandi guerre sono state scatenate dalle religioni monoteiste per un libro. Ha mai visto degli animisti che hanno tentato di conquistare il mondo con le armi? Sono le religioni del libro a provocare le guerre per imporre l’idea contenuta nei loro testi. Le guerre pagane, tutto sommato, erano sempre locali. Forse un po’ i Romani… Ma i Cartaginesi hanno combattuto per ragioni commerciali, non per imporre il culto di Astarte».

Beh, un paio di commenti:

Primo, il corano e la bibbia non si corrispondono in questa equivalenza tra le religioni.
Il corano ha per i musulmani lo stesso valore che Gesù Cristo ha per il cristiani. Il cristianesimo non è la religione del libro ma di una persona, Gesù Cristo. Il Dio cristiano è comunione di Persone. Che a sua immagine ha creato l’uomo. Persona, un essere dotato di intelligenza e volontà, maschio e femmina e capace di dare la vita. La famiglia è immagine di Dio. Ugualmente la Chiesa è apostolica, fondata sulla fede trasmessa dagli Apostoli.
No, noi non crediamo alle parole di un libro calato dal cielo, crediamo all’annuncio di uomini che dicono di avere incontrato Dio e assistito alla sua resurrezione. Quegli uomini e i loro successori hanno definito il canone delle scritture dell’antico e nuovo testamento, decidendo cosa ritenere ispirato da Dio e cosa no.

Secondo, certo che gli uomini si ammazzano per dei libri! Perchè in quei libri c’è il manifesto della società in cui vivono e vogliono vivere.

Vorrei sapere da Eco, forse Il Manifesto è stato meno “pericoloso” del corano? E la “satira” di Charlie Hebdo non è forse efficace quanto un kalashnicov? Chi ha a cuore la libertà di parola dovrebbe riconoscere il potere della parola. Si difende la libertà di parlare, credere, manifestare, riunirsi, perchè questi sono i modi in cui gli uomini e le società si autodeterminano.

Non è eliminando le religioni che si elimina la violenza, ma scegliendo in quale Dio credere: un Dio che comanda di uccidere o uno che si fa uccidere?

Sopprimete la sete di divino, di sacro, di trascendente, e vi ritroverete nei Gulag russi, nella Jugoslavia di Tito, in Corea del Nord.

Capisco che questa affermazione può risultare difficile da digerire. Ho riletto oggi il primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani:

Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.
Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Mi chiedo: di chi è figlio questo articolo se non della vilipesa cultura occidentale? Quella che ha le sue radici nel Cristianesimo? Siamo sicuri che chi ha scritto queste parole non abbia interiorizzato il messaggio di un Dio che nasce, che si fa prossimo, figlio e fratello dell’uomo? Di un Dio che guardando la sua creatura la riconosce come cosa molto buona? Perchè mai gli uomini dovrebbero agire in spirito di fratellanza altrimenti? Non diceva forse Hobbes, riprendendo Plauto e Giovenale, homo hominis lupus? Quella parola, fratellanza, chi l’aveva mai pronunziata prima che Dio nascesse? La lettera di Giovanni, infatti continua cosi:

Carissimi, se Dio ci ha amati così, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri.

Rodney Stark in Ascesa e Affermazione del Cristianesimo afferma:

Dobbiamo rivolgerci a problemi di natura dottrinale, perché con l’affermarsi del pensiero giudeo-cristiano apparve nel mondo qualcosa di peculiare: il legame della religione con un codice sociale fortemente etico. Non vi era nulla di nuovo nell’idea che il soprannaturale richiedesse all’uomo particolari comportamenti – gli dèi hanno sempre voluto sacrifici e preghiere – e non c’era nulla di nuovo nel concetto che il soprannaturale rispondesse alle offerte, cioè che gli dei fossero indotti a offrire servizi in cambio di sacrifici. Il concetto nuovo era invece che tra gli uomini e il soprannaturale si creasse qualcosa di più che interessati rapporti di scambio. L’insegnamento cristiano secondo cui Dio ama coloro che lo amano era alieno alle credenze pagane.

[…] Ugualmente alieno al paganesimo il concetto per cui, siccome Dio ama l’umanità, i cristiani non possono accontentare Dio se non si amano l’un l’altro. Anzi, dal momento che Dio dimostra il suo amore attraverso sacrificio, gli uomini devono dimostrare il loro amore sacrificandosi l’uno per l’altro. Queste reciproche responsabilità dovevano essere estese oltre i legami familiari ed etnici, verso «tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo». Erano idee rivoluzionarie.

[…] In una lettera indirizzata a un altro sacerdote [l’imperatore] Giuliano scrive «penso che quando ai poveri capitò di essere dimenticati e rifiutati dai sacerdoti gli empi galilei lo videro e decisero di dedicarsi a loro». Scrive anche che «gli empi galilei non offrono sostegno solo ai loro poveri, ma anche ai nostri; tutti vedono che noi non diamo aiuto alla nostra gente».

Ovviamente Giuliano odiava i «galilei»…

Ammettere che l’etica cosi come la conosciamo necessita di un fondamento nel divino, non significa diminuire l’uomo, significa non privarlo di una dimensione fondamentale, non mutilarlo. Significa anche ammettere che il Cristiano crede in un Dio umano, che il Cristianesimo è un umanesimo integrale.

In altre parole: no, le religioni non sono tutte uguali.